sabato 7 settembre 2019

Maratona della Solidarietà: una 42 km nel segno della storia - Wakacje 2019 y Solidarność Maraton

Devo essere onesto, a distanza di 20 giorni dalla Maratona e dopo tante considerazioni, inizio a non reputare più un totale insuccesso l'esito della mia prestazione.

4:11:08
POS 333/952
POS CAT 118/299
266 ritirati

Non vado alla ricerca di scuse, ma lo studiarne l'esito mi ha permesso di comprendere gli sbagli, che sicuramente sono figli dell'alimentazione e poco sonno vacanziero, più l'aver corso a spasso per Bydgoszcz col metoďo katzen, se poi aggiungi una mancata propensione a resiliere, il gioco è fatto!

Al mattino stavo bene, il meteo era sereno e fresco, sarebbe diventato troppo caldo dopo i primi 30 km.


 
Sono partito cercando di correre semplice, limitandomi a guardare i lap ogni 5km per fare i miei calcoli.
Allo start partivo affiancato ad uno dei 5 italiani in gara, ma dopo i primi metri e dopo avergli sentito dire che a Roma aveva chiuso in 3:35 ho preferito non seguirlo ed anzi lo salutavo dicendogli che stava troppo bene per i miei gusti 😊


ORP Blyskawica, un cacciatorpediniere della marina militare polacca ed una nave museo di colore bianco candido che rappresentano una delle principali attrazioni storico culturali dell’agglomerato urbano

Al 10° km transitavo 332° in 54:16, alla mezza 303° in 1:54:15, segno che i secondi dieci erano andati meglio dei primi. Fino al km 25 viaggiavo tranquillamente, godendo della mia Maratona della Solidarietà, del suo percorso che da Gdynia, attraverso Sopot era molto piacevole, non totalmente piano ma comunque veloce. 

Dal km 25 al 30 avevo iniziato a vedere un calo e soprattutto a rendermi conto che forse i nodi stavano venendo al pettine 🤔

Avevo bevuto tantissimo, ad ogni ristoro ripartivo con una boccetta d'acqua, segno che stavo accusando il troppo caldo, seppur non fosse quello di Roma!

Ania all'interno del museo
Al 30° trovo nuovamente mia moglie Ania ad attendermi. 
Lei e la sua famiglia mi hanno aspettato ed incitato in diversi punti del tracciato di gara che portava da Gdynia a Sopot (5° e 12°km) fino a Gdańsk (30°km), un plauso alla loro presenza, ha significato molto per me ed ero dispiaciuto di non poter onorare con un finale in crescendo.
Ania mi diceva che ormai era fatta, mancavano "solo" 12km 😲: ma sapevo non sarebbe stato semplice!!!


Saranno 12 km interminabili, e gli split ogni 5 km lo dimostrano:
27:32, 26:23, 26:29, 27:09, 27:27 i primi 25, poi le cose iniziano a cambiare e per arrivare al 30° ci vorranno altri 30:33, rinfrescato e ristorato per arrivare al 35 impiegavo 29:40 ma poi si è spenta la luce!!!
Al 38° mi sorpassavano i pacers delle 4 ore ed oltre alla tanta stanchezza, da li anche a livello mentale crollavo, stargli dietro era impossibile, avevo le gambe come macigni e le alzavo un millimetro da terra, inizierò ad alternare tratti al passo, ed intanto bevevo, bevevo e bevevo!
Dal 35° al 40° serviranno 33:32 minuti, si entrava poi nello splendido centro di Gdańsk, ed il cambio di pavimentazione era l'ennesimo ostacolo da considerare, non ce la facevo più ma non dovevo cadere, per arrivare alla finish line impiegherò altri 21:35 minuti, segno del calvario che sono stati gli ultimi km!!!

Tra il km 35 e 40 sorpassavo uno dei 5 italiani e lo incitavo a non mollare, solo adesso vedo che al 30° era avanti lui di 3'11'' ma già al 40° gli avevo dato 9', segno che la crisi c'e stata per tutti e due ma che forse il sorpasso deve aver avuto un effetto devastante per lui, alla fine il distacco sarà di soli 5'02'' (4:16:10). Onore e rispetto per un MM70.
NB: poco fa ho voluto approfondire la provenienza di questo personaggio ed ho scoperto che ha al suo attivo su DUV, le partecipazioni alle edizioni 2019 sia nella Pistoia-Abetone (6:58) che al Passatore (14:03). Ecco spiegato il perché del suo correre di qualità!!!💪👍

Per la cronaca, il connazionale con cui partivo affiancato chiuderà in 4:44:44(MM40) terzo tra quelli del Belpaese, gli altri due in 5:06 finiranno  affiancati (MM60 e FM60).

Lungo il percorso incontravo un paio di runners col trolley run ed i loro piccoli: belle scene, per la cronaca entrambi mi arriveranno davanti di una manciata di minuti 🤔🤔🤔😁

Primo tra gli italiani credo sia stato un premio, ho dato tutto ma questa volta è stata veramente difficile!

Tanti i pensieri sul presente, sul passato e tanta speranza per il futuro, ecco questa credo sia stata l'arma in più che ha permesso di non arrendermi!!!

I miei Angeli sempre con me hanno fatto il resto!!!



Forse era meglio andare al Museo di Solidarność prima della Maratona? O forse no, non penso che dal punto di vista cronometrico sarebbe cambiato molto e magari l'adrenalina avrebbe fatto analizzare con meno attenzioni il museo :/  quello che di certo so, è che andare sei giorni dopo aver corso mi ha permesso di vivere meglio quello che è stato il movimento, la rivoluzione della Solidarietà, un evento che ha cambiato la storia mondiale, del quale conoscevo solo il nome ma non il significato.

Cantieri navali Lenin
DOVEROSA RICOSTRUZIONE STORICA
(Ho voluto ricostruire quelli che sono stati gli accadimenti che dagli anni 70 hanno portato alla nascita della maratona. Lungi da me l'intenzione di far sembrare mio il testo di seguito. Trattasi di svariate fonti e di una ricerca incrociata.)
1970 - Cantieri Navali in Gdańsk
Le manifestazioni iniziano il 12 dicembre a seguito di un aumento dei prezzi dei beni di consumo primario e coinvolgono diverse città della costa del Baltico: Danzica, Szczecin, Gdynia e Elbląg. La decisione presa dal governo grava drammaticamente sulle spalle dei lavoratori polacchi e danneggia irrimediabilmente il consenso popolare nei confronti di Gomułka. Secondo le testimonianze raccolte dalla giornalista del Tygodnick Powszechny, Malgorzata Niezabitowska, il clima di tensione non si era affatto respirato nella giornata precedente la tragedia (16 dicembre), durante la quale i soldati avevano circondato i cantieri di Kommuna Paryska intrattenendo spesso conversazioni amichevoli con gli operai.

Tuttavia, nella giornata successiva il caos e la confusione la fanno da padrona. Il braccio destro di Gomułka, Zenon Kliszko, ordina ai militari di sparare agli operai che entrano in fabbrica, andando in palese contraddizione con le affermazioni del vice primo ministro, Stanisław Kociołek, che lancia invece un appello diretto ai lavoratori per un loro immediato rientro nei cantieri. La tragedia prende forma quando, la mattina del 17 dicembre, davanti ai militari si presenta un’onda di operai appena scesi dal treno per recarsi sul posto di lavoro. Partono così i primi colpi di arma da fuoco, e la tranquillità della giornata precedente viene brutalmente sostituita dalla conta dei morti.

Nel giro di poche ore tutta la città è in strada. Vengono prese d’assalto la stazioni di polizia e le sedi del POUP. Nel tardo pomeriggio si aggiungono alla rivolta della città baltiche anche Białystok, Nysa, Oświęcim, Varsavia e Wrocław. A Szczecin, la sede del partito viene data alle fiamme. Alla fine della giornata, secondo il governo i morti sono 6, mentre le stime delle maestranze ne riportarono più di 40.

Le sommosse si allargano in più città e assumono un carattere sindacale e unitario rispetto al passato, coadiuvandosi tra loro. 

Fra i protagonisti di quella giornata troviamo Adam Gotner, operaio dei cantieri che ha ispirato il 7 rovesciato dell’opera dello scultore Stanislaw Gierada. Il monumento, eretto davanti ai cantieri di Gdynia a 10 anni dall’accaduto, sarà una delle prime conquiste delle negoziazioni dell’agosto 1980 tra il movimento di Solidarność e il governo polacco. È costituito da quattro numeri che insieme compongono l’anno della strage dei cantieri, il 1970. Di questi numeri, il 7 è piegato come un uomo ferito gravemente ma sostenuto dai compagni.

A monument commemorating the victims of the 1970 strikes which saw militia and army open fire on protestors. The “7” represents one of the fallen strikers being carried by his colleagues and may well be that of Adam Gotner who despite being hit 6 times managed to survive. Unveiled on December 17, 1980 – the tenth anniversary of the strikes and shootings.
Cerimonia in ricordo delle vittime
A sinistra: Kazimierz Zimny, race director

Il ricordo di quanto accaduto non diventerà la tomba delle rivendicazioni dei lavoratori ma uno dei miti fondativi dell’identità di Solidarność.
Targa commemorativa
Lista degli operai rimasti uccisi nel 1970


Il passo della poesia di Miłosz

Il monumento in ricordo degli operai caduti


Anna Walentynowic

1980: Tavole con le 21 richieste degli scioperanti 

Soffitto del Museo 
Il movimento guidato da Lech Wałęsa non ha difeso solo gli interessi dei lavoratori che scioperavano nei cantieri navali, ma ha pure sgretolato il regime comunista polacco e quello vigente in tutti i Paesi dell’Europa dell’Est. Se il ‘900 è definito come il secolo breve per i fatti storici che si sono susseguiti, bisogna dire che parte di questa accelerazione è stata fatta in Gdańsk.

WAŁĘSA
Il 12 luglio 1967 Wałęsa iniziò a lavorare come elettricista al Cantiere Lenin (Stocznia Gdańska im Lenina) a Danzica, oggi chiamato Cantiere di Danzica (Stocznia Gdańska).

Fin dall'inizio della sua carriera Wałęsa fu interessato alle rivendicazioni dei lavoratori. Era un leader carismatico che aiutò a organizzare gli scioperi polacchi del 1970 al cantiere di Danzica quando i lavoratori protestarono contro il decreto del governo che faceva aumentare i prezzi dei generi alimentari e fu ritenuto dal governo il presidente del comitato di sciopero.

Nel giugno 1976 Wałęsa perse il lavoro nel cantiere di Danzica a causa del suo continuo coinvolgimento in sindacati illegali, scioperi e in una campagna per commemorare le vittime delle proteste del 1970. In seguito lavorò come elettricista per diverse altre compagnie, ma il suo attivismo lo portò ripetutamente al licenziamento e per lunghi periodi rimase disoccupato. Wałęsa e la sua famiglia erano sotto costante sorveglianza da parte della polizia segreta polacca; la sua casa e il posto di lavoro erano sempre controllati. Nel corso degli anni fu arrestato più volte per aver partecipato a attività dissidenti.

Wałęsa lavorava a stretto contatto con il Comitato per la difesa dei lavoratori (KOR), un gruppo che si era formato per prestare aiuto alle persone arrestate dopo gli scioperi del 1976 e alle loro famiglie.

Nel giugno 1978 diventò un attivista dei sindacati clandestini (Wolne Związki Zawodowe Wybrzeża). Il 14 agosto 1980, un altro aumento dei prezzi dei generi alimentari portò a uno sciopero nel Cantiere Lenin di Danzica, di cui Wałęsa fu uno dei capi. Wałęsa scalò la recinzione del cantiere e divenne rapidamente uno dei leader degli scioperi. Lo sciopero ispirò altri scioperi simili che si diffusero poi in tutta la Polonia. Wałęsa fu a capo del comitato interdisciplinare di sciopero, coordinando i lavoratori a Danzica e in altri 20 stabilimenti della regione. Il 31 agosto il governo, rappresentato da Mieczysław Jagielski, firmò un accordo (l'accordo di Danzica) che concesse ai lavoratori del Cantiere Lenin il diritto di scioperare e permise loro di formare un sindacato indipendente.

The Gdansk Agreement, signed on 31st August, 1980.
Il comitato di coordinamento degli scioperi si trasformò come Comitato di coordinamento nazionale di Solidarność e Wałęsa fu scelto come presidente. Il sindacato Solidarność crebbe rapidamente, con oltre 10 milioni di membri, più di un quarto della popolazione polacca. Il ruolo di Wałęsa nello sciopero, nei negoziati e nel nuovo sindacato indipendente gli valse la notorietà sul palcoscenico internazionale.

Wałęsa mantenne la sua posizione fino al 13 dicembre 1981, quando il generale Wojciech Jaruzelski dichiarò la legge marziale in Polonia.

                 

December 13, 1981. General Jaruzelski declares martial law in Poland

NASCITA DELLA MARATONA
Sulla prima pagina della cronaca del 1980 una grafica disegnata a mano recitava:

"Ho un'idea e voglio venderla al Comitato. Ad agosto celebreremo il primo anniversario dello scoppio degli scioperi nei cantieri navali di Danzica e Gdynia. Pertanto, suggerisco di celebrare questo anniversario. Correndo una maratona ... ". 

Quasi 600 persone presero parte a questo primo evento.

L'iniziatore della maratona è stato Józef Kuczma, ma chi ha supervisionato l'evento e l'ha trasformato in una maratona completa, è stato Kazimierz Zimny, che è ancora il direttore dell'evento ed era presente nella cerimonia pre gara in corrispondenza del monumento del 7 rovesciato.

Dall'81 al 94 il percorso misurava quello di una mezza maratona, poi cambiato nell'attuale 42 km.

mercoledì 14 agosto 2019

Solidarność Maraton.. ed un desiderio lungo 42 km


..Perché un filo sottile decide tutto ed allora perché non tentare una Magia..

#dajeBambaciò
#imieiangeliconme
#ASG 

giovedì 25 luglio 2019

La mia Duchessa.. #dajeBambaciò



Dice, vabbè é l'ennesima mattata estiva.. Macché, trattatosi di innalzamento della resilienza, l'ennesimo! E tanto basta! Ma che storia..
Io ed i trail abbiamo un rapporto strano: non sono capace, non ho tecnica, ogni volta ce n'è una, ma almeno una volta l'anno me la vado a cercare ed ogni volta mi innamoro un po' di più, masochista?!? Forse, ma il fascino racchiuso nella corsa nella natura è unico!!!

Organizzazione impeccabile, è stata anche l'unica volta che ho portato con me il telefono, come da regolamento, col senno di poi mi viene da dare la colpa a questa consapevolezza per il risultato finale ma d'altra parte è stato un bene, mia moglie e gli amici venuti a trovarmi non meritavano di essere preoccupati per me, ed il telefono ha smorzato la situazione.

I primi km servivano per introdurci nel percorso di montagna, approfittavo per fare un riscaldamento e prepararmi allo sforzo, mi rendevo conto che una settimana di stop dalla SEI ORE DI ROMA aveva ridato voglia di correre seppur le gambe non fossero brillantissime, ma vabbè, si trattava solo di godere dell'esperienza! 🤔
Tutto filava abbastanza liscio, viaggiavo ai miei ritmi su per quei sentieri e li dove non vedevo possibilità di correre andavo al passo, senza problemi! Al km 7 c'era il primo ristoro ma una piccola distrazione non mi ha fatto neppure fermare, forse doveva essere mostrato un po' maggiormente ed invece era un po' nascosto, vabbè, avevo con me la borraccia con ancora acqua bella fresca, intelligente era stata la mossa di metterla nel surgelatore la notte prima 😉

Si saliva, si saliva e si saliva, ma tanto sforzo era ripagato dallo splendido scenario che circondava il Il Lago della Duchessa, incorniciato da una bella cerchia di vette in cui spiccano il Murolungo e il Morrone, è circondato da pendii ghiaiosi e da pascoli utilizzati dalla primavera all’autunno dal bestiame. Un percorso spettacolare nella meravigliosa Riserva Naturale Regionale Montagne della Duchessa che affascina i migliori atleti del centro Italia e quest’anno conquistava runners provenienti da Albania, Bolivia, Brasile, Francia Polonia, Messico, Regno Unito e Uruguay. Sul gradino più alto del podio maschile è salito Andrea Cretaro che chiude in 2h 29′, seguito da Domenico Giosi e Giampiero Tartaglia. Per le donne vittoria di Camilla Cignitti in 3h e18, che ha preceduto Giovanna Ungania e Cesira Paponetti. Il sentiero che lo raggiunge da Cartore è ripido e faticoso, e adatto a escursionisti allenati, ma noi ci stavamo correndo, o almeno quello doveva essere! 😊

Al 16° km in discesa lascio passare due ragazze, la discesa non è per me, ma a stento riuscivo a tenerne traccia, vuoi per il percorso e vuoi per la differenza di stile! Fatto sta che al 17° km non vedevo dove erano, c'era la bandierina ma poi non riuscivo a scrutare la successiva, fermo mi guardo intorno con fare circospetto ma niente, non riuscivo ad inquadrare la retta via! È allora che compii lo sbaglio più grande: anziché continuare dritto decido di buttarmi a capofitto nel bosco alla ricerca del segnale smarrito, dopo 50 metri mi rifermavo ma non riuscivo ad inquadrare il percorso, mi ero ormai buttato a capofitto nel dirupo e l'idea di risalire per cercare una strada che non avevo visto poco prima mi faceva preferire continuare a scendere nel bosco, pensando che continuando la discesa sarei tornato al paese 🤔😥
Col senno di poi dico che l'idea seppur contorta non era sbagliata, era quella la strategia da seguire! La discesa era interminabile e troppo ripida, non stavo in piedi, almeno 3-400 metri me li son fatti seduto col culo sul fogliame, ma era troppo pericoloso, a tal punto da andare alla ricerca di due bastoni che mi dessero sicurezza e supporto. Sentivo in lontananza il rumore di macchine che sfrecciavano e vedevo un paesotto a valle di quel mio scendere interminabile.
Guardo l'orologio e scopro essere passate 4:15 😣 decido che dovevo chiamare Ania, ma non le prendeva il telefono allorché continuavo a scendere sempre più spauritoma sicuro della strategia o almeno speranzoso!!!

Dopo una ventina di minuti mi squilla il telefono, era Ania che mi fa: ma dove sei? Ed io "non lo so, ma dammi ancora 20' e te lo saprò dire"
Era preoccupata poverina e decideva di avvisare l'organizzazione, come biasimarla!
Per farla breve, dopo un po' mi richiama e mi fa parlare con un organizzatore che mi fa la ramanzina del cavolo, allorché gli dico che col senno di poi è troppo facile.. fatto sta che dopo poco mi fa parlare col guardiaparco e condividendo la posizione GPS mi confermava che la strategia utilizzata fino a quel momento mi stava dando ragione, mi rilasso un po' finalmente e quando mi dice di fargli una telefonata appena raggiunta la strada, con decisone gli dico NO, ARRIVO DA SOLO ALLA FINISHLINE 
Dovevo, volevo e potevo ancora riuscore a rientrare nel tempo massimo, con doscreto margine e tanto mi bastava: i miei amuleti avevano funzionato ed ero al settimo cielo!!!

Cara Duchessa ci vediamo l'anno prossimo per la rivincita!!!

ed Moro

Percorso originale
Altimetria originale

Altimetria rivisitata


Troppo bello l'arrivo: con enorme stupore e gioia vedevo attendermi oltre al mio Wolf anche AMICI veri! Grazie ragazzi, vi voglio bene!

My Wolf
AMICI 
AMICI
La Duchessa
La Duchessa



In viola ho ricostruito quello che doveva essere il percorso corretto, sembra che ho tagliato ma a discapito della pendenza e della percorribilità 

lunedì 15 luglio 2019

Sei Ore di Roma: what an amazing experience

Qualche numero e dettaglio lascerà meglio capire l'entità dell'evento:
159 partenti, a mezzanotte lo start, sei ore su un percorso di 1km su sterrato all'interno di Villa De Sanctis, con passaggio adiacente al mausoleo di Elena, madre di Costantino, fatto erigere nel 328dc proprio dall'imperatore romano.

Tra i partecipanti oltre alla partecipazione di atleti non vedenti, anche quella di Fabrizio Pagani


che ha corso ben 16,300 km in 5:13 con una protesi normale da camminatore che l'ha obbligato a fermarsi perché tendeva a sfilarsi di continuo a seguito del sudore che scendeva e del calore! Tra i partecipanti c'era soprattutto lei, una ragazza, Sara Vargetto 



Che ha corso con trolley run sospinto a turno da suo padre e da Monica Cattaneo: correre sei ore e capacitarsi di tanta determinazione è stato uno stimolo in più per fare del mio meglio, stima ed onore per questi runners!

L'esito ufficiale della mia prestazione dice:

56.910 km
Pos ass. 20/159
Pos CAT 3/17 
Pos M/F 16/119

Un plauso all'impeccabile organizzazione di asd Villa de Sanctis, società tra le più importanti del panorama laziale di ultramaratona.

La mia gara: alle 21.30 ero già in zona, ed avevo tutto il tempo per sentire l'affiorare dell'adrenalina, conoscevo un ragazzo dell'88,  Murgoci, Iulian Emil, simpatico e forte, al punto di aver chiuso il suo primo passatore quest'anno in 9:47, chapeau 👏👏 Un piacere parlare col ragazzo, la solidarietà dell'ultramaratoneta aveva luogo e faremo una piacevolissima chiacchierata, in cui non mi farò sfuggire l'occasione per portare avanti il verbo dell'ASGASSOCIAZIONE SIMONE GRASSI, e raccontare delle sue imprese! 

Altro piacevolissimo incontro è stato quello col mitico Roberto Boiano, un personaggio rinomatissimo e che gode di grande stima all'interno del mondo dell'ultramaratona, il ragazzo ha da poco festeggiato la sua 200^ lunga distanza


Lungo il percorso vedevo anche la presenza della forte Tiziana Bini, un'amante delle lunghe distanze che sa il fatto suo.

Alle 23:59:50 iniziava il count down, di quella che si rivelerà una delle mie più belle esperienze vissute nel mondo del podismo!

Stavo bene ma sapevo dei miei limiti, motivo per cui imposterò una gara basata sull'umiltà. 
Non avere fretta, non ha senso, mi continuavo a ripetere dall'inizio, consapevolezza scaturita dal poco chilometraggio dell'ultimo mese e dall'aver constatato negli allenamenti propedeutici di due ore in notturna delle ultime settimane, che non avevo margine per tentare altro se non lo starmene tranquillo.

Avevo impostato il Garmin in modo che lappasse ogni 10km, questo il responso:


Alla partenza vedevo scappare via sia Roberto che Tiziana ma riuscivo a non farmi trascinare ed iniziavo il mio viaggio: mi ero ripromesso di non sprecare energie, e di correre il più costante possibile, bere il giusto e vedere la reazione del mio fisico.
Opterò per non fermarmi al ristoro dei cibi solidi in prossimità del rilevamento cronometrico, ma di limitarmi a prendere una bustina da 30ml di carboidrati liquidi ogni ora, che avevo portato con me, tutto per non impegnare il mio corpo in attività che potessero distoglierlo dal gesto atletico, col senno di poi credo che questa strategia abbia permesso il risultato finale.

Dopo essere stato doppiato tre volte da Iulian, intorno al 22° km lo vedevo andare al passo: gli chiedo che succedeva, mi spiegava che problemi di stomaco ed una partenza azzardata l'avevano costretto al ritiro!!! Sentiremo parlare di lui, ne sono certo, deve solo maturare ma poi si toglierà belle soddisfazioni!

Nel frattempo avevo ripreso e doppiato a mia volta sia Roberto che Tiziana, chiuderanno le loro 6 ore rispettivamente con 53253 e 42195 metri.

Fino al 30° la mia strategia aveva dato i suoi frutti ma da li le cose son cambiate: ora dovevo ricorrere ai miei Angeli!
Fin lì non avevo mai smesso di correre, ma all'ennesimo ristoro di liquidi approfittavo per 100 metri al passo, segno che dovevo prepararmi al cambiamento di gara!

I ritmi non erano più come i primi 30, e dentro di me un po' di stanchezza mentale iniziava a farsi strada: è li che ho utilizzato i miei amuleti, non potevo e non dovevo abbassare la guardia, e così non è stato!

Pensavo: "quando stare sul divano sarebbe stato tanto più facile".. ed invece no, ero lì e dovevo fare del mio meglio, punto e basta!!!

Nota di merito è stato l'accompagnamento per tutte le 6 ore di musica di qualità, quali gli ACDC, PINK FLOYD, etc.. Altra iniezione di adrenalina era il passaggio in zona rilevamento dei tempi, dove lo speaker ha saputo dare gli giusti stimoli pronunciando i nomi di chi passava e raccontando l'evento in modo esemplare! Altrettanto bravi i fotografi, che hanno regalato la loro professionalità ad un gruppo di pazzi che hanno deciso di correre in notturna fino all'alba, chapeau signori: Gianfranco Bartolini ed il gruppo di fotografi di Foto4go.





Iniziava ad albeggiare, il più era fatto, ora si trattava soltanto di gestirmi. Superati i 50 avevo reiniziato a correre bene, i doloretti ed i cattivi pensieri erano cosa vecchia ormai, intorno a me tanta gente iniziava ad andare al passo ed io invece no, stavo bene e cercavo di portare a casa i miei compiti nel migliore dei modi!

Alle 6:00 suonava l'allarme che diceva che poteva bastare così!!!

Una doccia calda nello splendido circolo Villa De Sanctis mi aspettava!!! 

Che altro dire: what an Amazing experience!!!

Partecipanti della gara, che non hanno superato la soglia dei 42195 metri: 

ASCOLI CARLO   3195
DEODATI KARIM           8195
CUOMO DONATELLA 11195
PAGANI  FABRIZIO 16195
LOCHE ROBERTO         19195
CHIAPPINI ELENA         20195
DEL NOCE GIOVANNI 22195
MURGOCI IULIAN EMIL 22195
RISINO LUISA 26195
CARDARELLI VALERIA 26195
CACCAMO STEFANIA 26195
HANBOULA EZZOHRA 26195
PANETTIERI ALBERTO 27195
LUCIDI GIORDANO 27341
PICI VALENTINA         28195
REALI ALESSANDRO 30195
CUSANNO FABRIZIO 30195
PILI D'OTTAVIO G.     30195
TURIANELLI MASSIMO 31195
AMMIRATA ADA MARIA         32089
BARONI SILVIA 32195
DI GIOIA GIUSEPPE 35195
DE LUCA MASSIMILIANO 37089
DI FUSCO PAOLO         37195
MACCHIONI ANDREA 38195
MARRALE LUIGINA 38195
GIORDANO PIERO 38195
VARGETTO PAOLO 38213
INDACO MASSIMILIANO 39773
CATTANEO MONICA 40195
VARGETTO SARA         41109
DI LEO MARIELLA 41434
LOFFREDO MARCO 41807
RECCHIA GERMANA 41880

Superato la soglia della maratona: 

BINI TIZIANA 42195
VISCHETTI ALESS. 42195
SANSONE PATRIZIA 42195
CARDILLI MAURO         42195
DE SIMONI MASSIMO 42195
PIRAS ANNA RITA         42195
CORRADINI FABIO 42195
CORRADINI Eleonora 42195
GALLITTO MASSIMO 42195
TIBERI ROBERTO         42195
DE SANTIS MAURIZIO 42519
DI GREGIORO ENRICO 42637
D'ADAMO MARIO         42786
HASSEMER EUGENIO 42886
MALACARI G.B.      43182
ACCARINO FRAN.    43195
GEMELLI LUCA         43195
MINNICI GIUSEPPE 43195
MERCURI TIZIANO 43195
TRIPARI  GIUSEPPE 43195
DE SANTIS PIETRO 43195
BORCAN          43195
DI PIETRANTONIO C. 43261
LAORETI FABIO         43309
TROGU VERA              43310
LO TUFO LUCIANO 43414
TESTA MICAELA  43518
AURELI MAURO           43678
TRIPODI ENZO MARIA 43678
GIANNINI EUGENIO 43678
GIULIANI GENNARO 43856
AGABITI CAROLINA 43856
RAVAZZINI MAURIZIO 44153
GEMMA LORENZO 44195
MERCURI MARCO         44195
CAPECCI FRANCESCO 44229
RASO ANTONIO 44316
CACIALLI MARCO         44319
ARENA MARCELLO 44364
SAPIO PIETRO   44437
DOMENICONI LUCA 44569
CORLEONE LOR.     44924
ZUCCHINALI GREG. 45043
AMICI ALESSANDRO 45195
GIUSTI DANIELE         45224
SPERA PIERLUIGI        45249
CANDIDI MAURO        45259
CAPEZZERA GIROLA. 45261
NICASSIO ANTONIO 45281
MAGISTRO MICHELE 45308
LEPORE FEDELE 45358
TIZI ALESSIO         45412
IACOVACCI MARIO 45417
MIGNECO ANGELO 45633
MOI BARBARA 45675
GUERRA STEFANO 45818
COCCHI  FEDERICO 45856
ROSSI ELENA 46267
FAZIO GIUSEPPE         46374
REALI PAOLO 46637
PICA SEBASTIANO 46648
D'ALESSIO ALEXIO 46687
MARINO FABIO 46836
FILONZI GIANCARLO 47195
FRATUS ROSARIO 47218
MAPELLI PAOLO         47218
MARROCCHINI A.  47228
SANFILIPPO PAOLA 47247
SANTINI FABRIZIO 47412
CREMISI IOLANDA 47508
SPANO VALENTINA 47643
NAPOLETANO G.         48195
IANNATTONE MARIO 48203
ANTONELLI FABIO 48229
BELNOME MICHELE 48279
ANTONIPIERI S.      48329
CANNITO FRANC.    49153
NINIVAGGI LUCIA         49154
FIERIMONTE CHIARA 49267
SEVERA TONINO         49276
MANNUCCI MARCO 49544
CATTANEO PAOLO 50206
SOBRINO G.PAOLO 50209
FINAMORE MICHELE 50521
ORSI SERGIO 51232
MAROCCO ROBERTO 51247
ROMA PATRIZIO         51267
PIZZULLI ILARIA 51348
SARNO FRANCESCO 51348
PESCARA DI DIANA M. 52195
AIUDI LUCA         52195
ALIMONTI DANIELE 52267
RIZZARO VITTORIO 52365
LAMACCHIA ADRIANO 52519
ENGLARO MIHAELA 52918
BOIANO ROBERTO 53253
SACCHINI SILVIA         53294
DOMINICI TIZIANO 53712
STEFANO SEVERONI 54183
COLUCCI MARCO         54253
GAMBITTA ANTONIO 54336
OLIVA RAFFAELE         55187
MILONE ALESSAND.     55294
GAUDINO ANTONIO 56043
MAGNAGO LISA         56881
BATTELLO MAURO 56910
DI GIACOMO ALESSIO 57530
METELLI GIANLUCA 58209
COIANIZ ALESSA.   58445
ETELBERTO ZIVERI 58641
SCARANARI ANDREA 58795
ROCCHI AURELIA          59079
TORELLI G.BATTISTA 59095
GAMBERALE G. 59294
FABIANI ELENA 59408
VIEZZI MANUEL   59528
ORSI ANDREA 60702
MURILLO UNICE         61281
QUADRANI ARMANDO 61416
PICCIONI FRANCO 62195
MARCHI MASSIMIL. 64280
MUNTEAN ALINA          65182
DI COCCO ANDREA 67772
DI MANNO ANTONIO 69274
LOMBARDI MARCO 71043