#imieiangeliconme
#ASG
27/05/2026
..a bocce ferme a distanza di 3 giorni:
innanzitutto il risultato 14:11:04, mai scontato!!!
..e poi alcune considerazioni: si è vero, partivo col sogno nel cassetto un pò utopico di riuscire a non sporcare la media dei miei precedenti sulla faentina
ed invece questo over 14 la fa balzare
ed invece questo over 14 la fa balzare
A distanza di tre giorni se ripenso alla fatica mista delusione, nel momento iun cui mi rendevo conto di non riuscire ad essere alla Colla ad un orario consono per il progetto, penso che un Passatore così intenso emotivamente, non ha nulla da invidiare ai precedenti migliori tempi, e tanto mi basta, anzi, mi avanza pure, e dico che ancora una volta ho già in testa di ripresentarmi al via l'anno prossimo, conscio dell'ennesima lezione appresa e della volontà di godere ancora dello stato endorfinico ancora in progress!!!
Anche stavolta il mio Nirvana si impadroniva di me:
Ci sono istanti, in una gara monumentale come il Passatore, che valgono molto più di qualsiasi cronometro o progetto iniziale. Quando scollini alla Colla, a 913 metri di quota, stanco per la salita e con la consapevolezza che il piano originario è sfumato, è facilissimo lasciarsi andare.
Ho acceso la musica che avevo custodito proprio per quel confine invisibile in cui la corsa smette di essere solo uno sforzo fisico e diventa un viaggio dell'anima.
Il buio dell'Appennino che si fa fitto, la discesa che comincia, l'ipnotica precisione dei Kraftwerk, la forza di Springsteen e poi quel riff selvaggio di Break on Through. In quel preciso secondo, le gambe hanno ritrovato il ritmo da sole, ma soprattutto si è accesa quella connessione pura, ultraterrena. Sentire mio fratello Marco lì, passo dopo passo, al mio fianco nel cuore della notte, è la definizione più alta di felicità. Non c'era stanchezza, non c'erano chilometri passati o futuri: c'eravamo solo noi due, la musica e una strada che scendeva verso valle.
Il Passatore toglie tanto, ma restituisce momenti di un'intensità che rimarranno scolpiti per sempre. Essere felici lì, nel punto in cui per molti inizia l'inferno, è il vero capolavoro di quest'anno!
Qualche aneddoto divertente, che vorrò ricordare col passare del tempo:
- il momento in cui riprendo a correre dopo un tratto di cammino intorno al 90° o giù di lì, ed una ragazza anche lei al passo si lascia andare seguendomi.. allorchè le faccio "dai brava, insieme, mi metto davanti e ti tiro un pò io..". In quel momento, come tanti altri durante le crisi avute, riesco a cancellare dalla mia testa i tanti dolori e riprendere a correre bene... ero lì che facevo da lepre a quella ragazza e nel sentirla starmi dietro, mi vien normale dare libero sfogo alle sensazioni ed accelerare, accelero ed accelero ancora! Nel sentire ancora questa ragazza dietro di me che nn cedeva, un pò stanco e "infastidito" di tanta resilienza rallento di colpo e le faccio "..e vabbè allora passa, hai vinto.."! ma della ragazza nessuna traccia, era Andrea che si era finto lei quando ha capito che nn mi ero accorto che lei si fosse staccata! Quante risate..
- alla fine, in procinto di andare alla parcheggiata auto dei ragazzi, chiedevo ad Andrea: "..che ha fatto la Roma?!?..", con i neuroni bruciati da oltre quattordici ore di asfalto, il primo pensiero è per la Magica, peccato che non troppo tempo prima glielo avessi già chiesto e già mi aveva detto che avrebbe giocato la domenica sera, non il sabato del Passatore! ..nemmeno una notte di corsa mi aveva fatto dimenticare il sangue giallorosso
- mico ed il suo MOROOOOOOOO: capace di frantumare la sacralità meditativa degli altri runner, è stata l'essenza del supporto. Magari qualcuno avrà brontolato, ma quel tifo viscerale e sguaiato è stata la benzina per la mia ottava medaglia.
24/05/2026
Non voglio dilungarmi, sono stanco, sul treno direzione Firenze Santa Maria Novella, dove la tramvia mi riporterà a Scandicci a prendere l'auto..
La mia ottava fatica mi ha insegnato che vale anche di più un condividere momenti unici con persone care, al netto dell'impossibilità di fare meglio stavolta...
Il troppo caldo, i troppi pochi km di allenamento, hanno fatto sì di schiantarmi contro il ripetere di crisi..
La più brutta al 70°, dove per 20" mi sono richiuso dentro un bar per ovviare a vere e proprie convulsioni da freddo miste crisi... parecchi ritirati facevano capolino in quel bar, ma mai e poi mai potevo pensare ad un'opzione del genere!
Mi alzo e nn so con quali forze riesco a riprendere il gesto atletico, sapevo dell'appuntamento all'85° con Mico, e non potevo permettermi variazioni sul programma!
Tant'è, all'85° sento MOROOOOOOOO, eccolo lì assieme al compagno di merende Andrea, socio ad honorem della ASG, e da lì iniziano i nostri ultimi 15km di qualcosa di indescrivibile!
Grazie amici miei, abbiamo onorato nel migliore dei modi il ricordo di Simone e mi avete permesso con più scioltezza, di portare a casa la mia ottava medaglia!!!























































