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lunedì 27 giugno 2016

Maratona del Canale di Bydgoszcz.. komary everywhere!!! (Zanzare ovunque)

Andavo su a Bydgoszcz per provare/ritirare il vestito del matrimonio con Ania e non potevo non far coincidere la necessità vestiaria con l'undicesima edizione della Maratona del Canale!
Dopo il Passatore ho corso poco, ma sono comunque riuscito a fare il minimo sindacabile per presentarmi ad una maratona a distanza di un mese dalla 100!
Il Weekend è stato intensissimo e stancante ma allo stesso tempo ricco di emozioni e piacevolissimo!
Zanzare:
come tutti i canali d'acqua anche quello di Bydgoszcz è un proliferare di zanzare, adesso lo so!!! Ma sabato notte non ci avevo proprio pensato!!! La prossima volta sarà obbligatorio cospargersi di prodotti naturali per evitare una battaglia persa in partenza!
A distanza di 36 ore le punture stanno sviluppando gonfiori spropositati, di cui uno sulla fronte che è talmente gonfio che sta deformando la palpebra per far sembrare la mia faccia quella di un boxer dopo l'incontro! Mai vista una cosa del genere, aiuto! Rivoglio il mio viso e veder sgonfiare 4-5 punti sulle mie gambe!
La gara:
la partenza era prevista alle 21:00 in prossimità del Canale di Bydgoszcz appunto. Ritiro il pettorale assieme ad Ania, che per l'occasione correrà i suoi 4219,5 metri dopo tanto tempo, forse troppo ma non tutti sono Runners impazziti di endorfine :) per fortuna :) :) :)
Assieme a noi c'erano papà Wolf e Monica, a distanza di un giorno e mezzo penso <<Ma come hanno fatto a rimanere 4 ore in quella zanzariera naturale, quelli bravi son stati loro>>!
10 volte 4219,5 metri, questo recitava il percorso attorno al Canale o 5 per chi correva la mezza, o meno, di corsa o fit walking, a piacere.
Tutto bello, tutto bellissimo ma una violenta bufera si accingeva ad iniziare il suo lavoro per rendere tutto più complicato, e così è stato! Sterrato che in alcuni tratti era diventato fango e pozzanghere, laghetti. È stata la prima edizione con un meteo del genere, evidentemente un italiano nel gruppo di podisti nord europei non è passato indifferente nemmeno a qualcuno lassù! :) :)
Fortunatamente ha piovuto incessantemente solamente per il primo giro ed alcuni tratti di gara e comunque non faceva freddo, quindi a parte le scarpe zuppe non è stato poi così atroce, ma di sicuro ha rovinato quelle che erano state le strategie di gara pensate a tavolino.
Sapevo che per tentare il PB sulla distanza dovevo compiere ogni giro tra i 21' ed i 20', ma non sapevo si sarebbe trattato di correre su quello sterrato e con quel meteo e nonostante mi fossi preparato un biglietto con i tempi parziali, allo start lo gettavo ed optavo per una gara più di cuore che di testa!
Prima della partenza scambiavo due battute con Marcin, podista di Bydgoszcz, simpatico e pazzo quanto basta per farmi capire che quando si tratta di correre tutto il mondo è paese!!!
Marcin mi chiedeva le intenzioni cronometriche e senza dubbio alcuno rispondevo che sarei voluto essere vicino alle 3:30, allorché mi dice che lui avrebbe tentato uno split negativo per cercare di essere attorno alle 3:35, entrambi capivamo che ci saremmo incontrati spesso lungo il percorso!
pięć cztery trzy dwa jeden ... sbang (5,4,3,2,1)
Si correva praticamente al buio, su un terreno ed un percorso tutto da scoprire, optavo quindi di fregarmene del crono ed affidarmi al time del display che ad ogni giro recitava il totale in prossimità della start line. L'amuleto Polar di Simone mi accompagnava ma si regalava una corsa da spettatore e cmq dava quel valore aggiunto come al Passatore!
Al primo km superavo Marcin e cercavo di trovare l'andatura a sensazione anche se con l'idea di rispettare la scaletta pensata a tavolino, almeno come punto di riferimento.
Al primo giro di boa, mi sento chiamare da lontano ed era Ania, che combatteva contro lampi e tuoni per portare a casa il suo giro attorno al Canale! Bravissima Aniu, I'm proud of you!
Ogni volta che terminava un giro c'era la possibilità di bere e mangiare, frutta, zuccheri, sali, ma al primo dei 10 lap non mi fermavo, talmente stava piovendo che la sete proprio non c'era!
Questo il mio "regressivo"
20:45- 4'  55'' 
21:8- 5'  1'' 
21:23- 5'  4'' 
21:39-5'  8'' 
22:6- 5'  14'' 
22:54- 5'  26'' 
23:33-5'  35'' 
24:27-5'  48'' 
24:47- 5'  52'' 
24:27- 5'  48'' 
Passo a metà gara in 1:47:1 ad una media di 5' 4'' , la seconda metà invece in 2:0:8 ad una media di 5' 42'' . Il tempo totale recita 3:47:9 per una media finale di 5' 23''.
Col senno di poi è tutto troppo facile, ma ritengo aver sbagliato questa gara, potevo far meglio! Forse l'aver pianificato a tavolino mi ha indotto all'errore, si perchè quanto pronosticato mal si adattava in quel contesto ed invece il cercare di stare il più vicino possibile ai 210' totali ha fatto sì di sentirmi sempre in ritardo, ad ogni lap, a parte il primo, la non facile respirazione mi faceva capire che non sarebbe stato fattibile continuare in quel modo!
Marcin
Al secondo giro lo sentivo chiacchierare e scherzare con un compaesano, ma dopo poco non lo sentivo più, fino al 5° giro, dove in prossimità del ristoro mi sorpassava. Aveva la compagna che lo seguiva in bici e lo riforniva con regolarità e questo gli permetteva di non perdere tempo ai ristori.  Correva meglio e stava trovando il vantaggio dell'aver pensato allo split negativo e di essere partito più guardingo. La cosa mi aveva un pò rabbuiato, mi stavo rendendo conto che avevo toppato la prima metà e che ora le cose sarebbero state più complicate! Ma ho tenuto botta, ed ho comunque corso con l'intenzione di non lasciarlo scappare seppur già al 6° giro era scomparso, vuoi per la distanza, vuoi per il percorso, vuoi per il buio della notte ma soprattutto perché avevo tolto gli occhiali che con la pioggia complicavano ancor più le cose!
Nessuna crisi
Ok ero partito troppo allegro, ma nonostante quello son riuscito ad essere sempre in spinta su quel percorso pianeggiante ma ricco di pericoli dettati dalla poca regolarità del manto e dalla presenza di rami etc.. mossi dal vento della bufera che si era abbattuta. La regressione dei tempi è stata naturale e lieve ma mai eclatante!
Lungo quei 4219 metri i pensieri erano tanti, ma cercavo di fare il massimo dell'attenzione nel dosare le forze e soprattutto evitare di cadere e se ci riuscivo evitavo anche qualche "lago" d'acqua e fango!
La fatica c'era ma anche la consapevolezza dei miei mezzi ed allora cercavo di godermi il viaggio e l'esperienza tutta nuova.
Ad un certo punto quando passavo vicino al ristoro, sentivo un forte tifo da parte di tutti, un <<Mauro, Mauro, Mauro>> risuonava al mio passaggio, artefice di questa calorosa sorpresa è stata Ania che ormai aveva preso parte e stava contribuendo nel servizio ristoro, più di una volta la baciavo e ripartivo per il giro successivo! Era fin troppo piacevole quel supporto personalizzato e faceva in modo di farmi ripartire subito quando mi fermavo a bere.
I giri alla fine continuavano a diminuire e continuavo a fare calcoli sul tempo finale, ma ormai avevo capito che il 210' era impossibile! Allorché ho cercato altre motivazioni per non mollare, e questa si chiamava Marcin!
Dovevo tentare di riagguantarlo, ovunque fosse. Ricordavo la sua maglia bianca e nella notte ogni volta ne trovavo una di fronte a me ero convinto di averlo trovato e mi apprestavo a superarlo. Invece fino agli ultimi 1000 metri si era trattato sempre di qualcun altro, magari qualche doppiato delle distanze minori, ma ecco che vedevo un'altra maglia bianca: stavolta era lui!
Lo affianco e gli faccio <<ehi there>> e lui <<ehi, until the end togheter>> ed io <<ok ok, but without any joke>>! Continuavamo affiancati per una cinquantina di metri ma poi avanza e decidevo che il Fair play era finito, allorché lo riaffianco in spinta e lo supero. Continuavo a spingere in quelle ultime centinaia di metri, stavo sprigionando tutte le energie rimaste, quella battaglia doveva essere mia!
Probabilmente il superarlo in quel modo lo deve aver provato, alla fine terminerò 7' circa prima di lui!
7' sono tanti tanti su un solo km, quindi le cose sono 3: o ho volato, o si è fermato dopo il sorpasso  (non credo), oppure era più di un km la distanza!
Termino salutando Andrzej, il Race director, ritiro il borsone firmato Bydgoszcz e mi apprestavo a godere dell'esperienza vissuta abbracciato ad Ania. Al ritorno a casa Janusz si fermava a prendere buonissime birre polacche e dopo una strameritata doccia, festeggiavamo fino ad oltre le 3 di notte mentre iniziava ad albeggiare!
Gran bel weekend, intenso, ricco di km, di esperienze, dell'amore che solo i Wolfs sanno dare :)

domenica 3 gennaio 2016

"il ritiro non è un opzione contemplabile"

Oggi si è corsa la prima edizione della Maratona di Buon Anno in quel di Rieti, e più precisamente nella piana reatina; il meteo non prometteva niente di buono ma al mattino un cielo sereno ed il sole facevano da compagni lungo la strada che mi portava a Rieti insieme ad Ania.
Una volta a Rieti svolgevo le pratiche di ritiro del pacco gara e salutavo un pò di vecchie conoscenze del mondo podismo, che oggi vedeva coinvolti 200 Runners tra le diverse distanze (12 km, 22, 32, 42), e con una decina di minuti di ritardo si partiva dal centro commerciale Perseo in centro, direzione Piana reatina, dove 4 giri in un'atmosfera surreale fatta di campagna, nebbia, pioggia e freddo, faceva da cornice a quello che sarà un quadro mal riuscito tra le mie Maratone!
D'altronde avevo improvvisato la partecipazione a questa gara, venivo da più di un mese di poche corse se non nelle gare di Verona, Villa Pamphili e la Natalina e mi avventuravo alla ricerca di cosa non so, forse di una scusa per portare a casa la 17^ Maratona e di cercare di recuperare un kilometri venuti meno nelle feste natalizie.
Al sabato pensavo ma che ritmo tengo? Mah forse mi devo rifare alle sensazioni o forse devo seguire il suggerimento di quella che è la media scaturente da 178 gare dal lontano 2004 e che risulta essere 5' e 15'' al km. Insomma parto dopo un leggero riscaldamento per sfatare il freddo che arrivava e la scongiurata pioggia che faceva la sua apparizione, a discapito di un cielo sereno che si faceva da parte subito dopo lo start!
Ed invece? Invece nonostante i più che ragionevoli propositi, faceva gola l'essere più vicino possibile ad un 210' e partivo per quello che sapevo sarebbe stato un duro viaggio ma che mai avrei pensato potesse durare 4:01:15 !!!
La piana reatina faceva da scenario ed il timore di sbagliare strada quando il gruppo avrebbe iniziato a sfilacciarsi, era una realtà da considerare ma che fortunatamente nn è capitata! Fino al 15° tutto filava liscio, diversi compagni di viaggio lungo quei primi km ma ad un certo punto il Garmin ha iniziato ad imbarcare acqua e lappare a non finire, e da li è stato un viaggio a sensazione, cercando di sfruttare le lepri di chi fino a li mi aveva fatto capire di avere un ritmo per me sostenibile! Ed invece il tanto freddo, e la stanchezza l'anno fatta da padroni, in diverse occasioni in prossimità dell'agriturismo che corrispondeva alla finish line, il pensiero di fermarmi mi è passato per la testa, ma Simone mi è venuto in aiuto con la sua massima "Il ritiro non è un opzione contemplabile" ed allora ho messo immediatamente da parte tale ipotesi, ricordando anche che le esperienza della Connemarathon 2013 e della Strasimeno 2015 mi avevano visto combattere contro un nemico come quello di oggi: il meteo! I due Passatori mi hanno dato la forza di pensare solo ad arrivare, fregandomene del resto!
Cmq che dire, la media dopo 179 gare è peggiorata di un secondo con oggi, 5'16''; le gambe gridano riposo e rifacimento muscolare!
Un'altra esperienza è stata fatta, un altro insegnamento se pur pagato a caro prezzo!
Ma d'altronde: con la corsa non si improvvisa e non ti improvvisi!
GO Simone GO - Nonostante il flop il tuo aiuto è stata la soluzione!

domenica 9 agosto 2015

Quegli 11 secondi che fanno morale

44' 27'' Vs 44' 16'', rispettivamente 2014 e 2015
Pochi secondi è vero ma tanto mi basta per mettere la ciliegina sulla torta ad uno splendido weekend con Ania, conclusosi appunto nello splendido scenario di Castel San Pietro Romano!
Manifestazione giunta alla sua VII Edizione e che vede poco più di 100 pazzi podisti ritrovarsi nella sperduta località fuori Roma, nella parte sud orientale, a due passi da Palestrina lungo la via Prenestina in pieno agosto.
Ricordavo la giocosa altimetria dell'anno passato e anche stavolta mi appropinquavo a cercare di godermi questi 9.100km di montagne russe  Senza pretendere nulla, se non cercare di fare quanto nelle mie possibilità al momento!
Alla fine ci sono riuscito, un PB è sempre un PB e se considero quanto e come mi sto allenando in quest'ultimo mese, non posso che sorridere 
Cmq gara unica, sia per la sua altimetria che località, insomma, per quanto mi riguarda una delle mie TODO.
Ps:
Poco prima della partenza incontravo il grande Franco, purtroppo solo in visita perché fermo a causa di problemi podistici noti, propri di un veterano come lui! Daje Fra'




A proposito di Castel San Pietro:

Situata sul Monte Ginestro, a 763 metri sul livello del mare, a una
cinquantina di chilometri da Roma, sorge Castel San Pietro Romano.
L’amena cittadina è collocata sulla cima della vecchia acropoli di
Preneste. “Un balcone sulla Provincia di Roma” è il suo appellativo,
dovuto al panorama assai ampio, che spazia dai Monti Prenestini al
Colli Albani.


Da diversi punti è inoltre possibile ammirare suggestivi scorci della
sottostante Valle del Sacco, giungendo con lo sguardo fino ad
abbracciare i sobborghi della capitale. Il borgo è caratterizzato da
anguste stradine che portano ad antiche torri campanarie e viottoli
che si aprono su piazzette caratteristiche.


Le sue origini vanno ben oltre la storia, essendo databili addirittura
al Paleolitico superiore. Interessantissime sono le mura, cosiddette
ciclopiche o pelasgiche perché, come sostenevano gli storici
Strabone e Pausania, esse sarebbero state costruite dai ciclopi
oppure dai mitici popoli pelasgi che in epoche remote avrebbero
colonizzato questo territorio. Datate tra il VI-V secolo a.C., la loro
poderosa struttura costituiva un formidabile sistema di difesa.
Importante per la posizione strategica sommitale dalla quale si
controllavano in tutta comodità le sottostanti vie di comunicazione,
Castel San Pietro era un importante centro cultuale dove venivano
officiate le pratiche religiose dell’augurium e dell’auspicium,
cerimonie divinatorie oracolari preromane prontamente adottate dai
religiosissimi quiriti. E in effetti qui vi è la sede del santuario di
Giove, chiamato anche “Arcanus” proprio dal termine “arx”, cioè
“cima”.


Castel S. Pietro Romano prende il nome proprio dall’Apostolo Pietro
che, secondo la leggenda, venne tra queste montagne per predicare
il cristianesimo onde contrastare il culto della dea Fortuna
Primigenia, venerata da secoli nella regione. Facendo affidamento
sulle tradizioni locali, fu l’imperatore Costantino a dargli il nome di
“Castrum Sancti Petri”. Già nel 1200 i Colonna erano i feudatari del
borgo. Ma papa Bonifacio VIII, nel tentativo di contrastare il
crescente potere di questa famiglia acerrima nemica dei Caetani,
mise a ferro e fuoco l’intera zona. I Colonna sarebbero stati
reinseriti nel loro ruolo di feudatari solo nel 1303 da Benedetto IX.


Nel 1630 Francesco Colonna cedette il feudo a Carlo Barberini,
fratello di papa Urbano VIII. Nel Medio Evo fu ospite della cittadina
Jacopone da Todi, che qui compose alcune tra le sue opere più belle,
come lo “Stabat Mater”. Il frate fu imprigionato, in seguito, nella
Rocca dei Colonna, dove fu tenuto in cattività anche Corradino di
Svevia durante il suo viaggio verso Napoli, dove lo aspettava il
patibolo.


Il paese fu scelto da Vittorio De Sica per i suoi film “Pane, amore e
fantasia” e “Pane, amore e gelosia” con Gina Lollobrigida; e “I due
marescialli” con Totò. Sempre qui fu girato il film “Il Federale”, con
Ugo Tognazzi. Di estrema bellezza è la chiesa di San Pietro, il cui
altare fu adornato da Pietro da Cortona.


La chiesa, che domina la principale piazza cittadina, sorge sui resti
di una precedente costruzione romana, distrutta nell’VIII secolo. La
configurazione attuale è datata al 1732, quando per volontà di
Clemente XII, su progetto di Nicola Michetti, furono realizzati il
porticato esterno e l’apparato decorativo interno. La Valle delle
Cannuccete, area naturale protetta istituita nel 1995, occupa una
superficie di 20 ettari del territorio del comune di Castel San Pietro
Romano. Essa è un punto di ritrovo per passeggiate ed escursioni da
parte di numerose comitive del turismo domenicale.

lunedì 3 agosto 2015

Abbadia San Salvatore: i conti non tornano

I conti non tornano!
Trail di Celano, tecnicamente più duro ma più corto
Trail dell'Amiata, più semplice ma più lungo
20 km contro i 23.5 ufficiali dell'Amiata (che in realtà diventeranno più di 24 a causa di un errore al 17°)
3:07 ore contro le 2:56:32 di ieri.
83/139 la posizione in Abruzzo e 78/101 in Toscana.
Mmmmmmmmmh che dire:
Sicuramente gran bella corsa, ma stavolta più che a Celano, ho capito che il Trail ed io non andiamo d'accordo!
Era solo il primo km quando prendevo una storta al piede sx, infastidito più che dolorante, continuavo a correre ma iniziando fin da subito a stringere i denti, cavolo avevo appena iniziato ed ancora nn sapevo cosa m'avrebbe aspettato, ma vabbè mi dico, vai tranquillo ed aspetta, l'importante è godersi la giornata!
A cavallo tra le province di Siena e Grosseto, il panorama offre un piccolo atlante dell’Italia centrale, da Siena al Gran Sasso, dal Trasimeno al Giglio. Il faggeto è quanto ti avvolge lungo questi oltre 25 km ed un sottobosco "soffice" permette di scendere giù velocemente!
Velocemente?!? Ma de che!?! La storta presa al primo mi limitava nell'appoggio del piede e quando dopo il 10° ritrovavo un pò di sicurezza, iniziavo a lasciarmi andare: in salita, soprattutto nei tratti dove molta gente andava al passo, riuscivo spesso a continuare a correre, lo preferivo perchè non spezzava il gesto atletico, e puntualmente riprendevo parecchie persone! Ma quando mi ritrovavo nelle discese "pericolose", dove pietre e tronchi facevano da pavimentazione, nascosti dal fogliame, un sacco di persone mi risorpassavano con semplicità ed a velocità che giammai avrei azzardato con quel percorso!
Ero al 14° quando affiancavo una delle gazzelle che mi era sfrecciata vicino in discesa, le facevo:
guarda che non vale andare così veloce in discesa, attenta che ti squalificano!  e mi fa: se tu mi trascini in pianura ti svelo un trucco per andar forte in dicesa, allorché le dico, Ok ok, spara, come si fa e lei mi dice: il trucco è lasciarsi andare, correre leggeri ed approfittare della gravità. Proprio in quel momento reiniziavano i passaggi "pericolosi" in discesa e puntualmente le gambe mi si pietrificavano, avrei voluto riuscire a star dietro alla gazzella e ci ho provato, ma forse la storta del 1° km continuava a condizionarmi mentalmente e scendevo con prudenza/paura ma come azzardavo il suggerimento datomi un attimo prima, prendevo un'altra storta, allo stesso piede ma stavolta mi facevo veramente male!
Ho dovuto fermarmi e strillare un pò dal dolore e solo dopo il passaggio di un pò di runners, dolorante, parecchio dolorante, dopo qualche minuto riprendevo a "correre", ma ormai ero in balia del fastidio alla caviglia e non mi accorgevo di una freccia segnaletica agli ultimi 5km che mi faceva allungare e tornare indietro sulla retta via!
Arrivo nello stadio di atletica e nel giro finale sull'erba, quando sto per tagliare il traguardo, inizio il mio ululato in segno di richiamo per Miss Wolf, che ieri esordiva nel suoi primi 4km di Trail,  arrivando terza  #AniaBrava #erMoroBlah
#AlvinDocet #nonsimollauncaxxo #amiatatrail #AbbadiaSanSalvatore
Ps:
#SimoneCorreConMe
#EdiOkanBrand
#ASG


lunedì 20 aprile 2015

#UltraConnemarathon2015 - ATTO II - LA MAGIA, 'MICO e WOLF

..continua da #UltraConnemarathon2015 - ATTO I - Fino allo Start e strategia di gara

ed eccomi li, durante la prima mezzamaratona
essere circondato da quel paesaggio è qualcosa di surreale
Come detto avevo deciso di affrontare quei 63,3 km a mo' di interval training, ma senza guardare l'orologio, senza smanie di tempi insomma ma concentrandomi su quello che mi avrebbe detto il corpo. Tutta questa forza/convinzione è "merito" dell'aver corso la Strasimeno in condizioni proibitive, perchè influenzato, e l'aver fatto ripetute lunghissime alla Maratona del Lamone di soli 6 giorni prima. Metti poi il cielo che andava schiarendo, unito all'asssenza di vento e freddo e la strategia era ormai scelta.

Il viaggio dentro me era iniziato, un'altra volta, dovevo solamente ascoltare il BIP del Garmin per variare l'andatura tra i 3000 ed i 2000 affaticanti, poi dovevo solo godermi il paesaggio e le mie endorfine! 

Il quarto anno consecutivo in Connemara, ogni anno un ME diverso, ogni anno situazioni di vita differenti, così come i ragionamenti che ogni volta mi hanno accompagnato lungo i kilometri di due Maratone e di due Ultramaratone.

Il cielo del Connemara che è andato popolandosi di spettatori silenti in questi ultimi quattro anni. Quale motivazione è più forte affinchè potessi dare il massimo per far bene, così da fargli godere lo spettacolo ed essere orgogliosi di me, ma soprattutto per sentirli così vicini da spingermi su per quelle colline.

La mia seconda Ultraconnemarathon: il passaggio alla Startline della distanza della 42, ogni volta mi riporta al 2012 e fa venire i brividi, così come in prossimità del 5° miglio quando Simone mi scattava questa foto
 
PER SEMPRE RICONOSCENTE, SIMONE

I km scorrevano "facilmente", stavo bene ed il meteo dopo i primissimi km era perfetto per correre, non potevo chiedere di meglio.
Ai diversi BIP il variare della mia andatura mi vedeva superare ed essere superato da svariati ultramarathoners, sempre le stesse facce (mi chiedevo: chissà che pensano quando mi vedono partire con i 2000 affaticanti, probabilmente "that man is crazy") :) 

Poco dopo la Startline della Maratona scambierò anche due chiacchiere con uno di loro che mi aveva affiancato in uno dei tanti 3000 "lenti", ma ormai il gruppo dei 63.3 km si era sfilacciato ed a breve avrei iniziato ad incontrare chi stava facendo solo i 42 :)
In attesa di incontrare 'mico (Marco Nuti), al quale la sera prima dicevo che i ritmi sarebbero stati mooooooolto più lenti e che l'obiettivo finale era 6:30 (nei giorni addietro la mia intenzione era realmente quella), però sapevo che stavo viaggiando a tutt'altri ritmi e che difficilmente mi sarebbe scappato :) :) :)

Il destino vuole che nell'avvicinarmi al PUB dove Simone&Friends nel 2012 si fermavano per fare una sosta birra, e che 'MICO ormai usa come rito propiziatorio, mi sento chiamare da bordo strada: erano lui e Valeria!
Marco si era appena finito la sua birra e nel vedermi passare poggiava il boccale vuoto e mi fa "NON TI LASCIO SCAPPARE MORO"! Fa uno sprint dettato dai suoi primi 21 e dalla GUINNESS appena tracannata e mi si affiancava: era iniziata la nostra Connemara!

Eravamo tutti e due in preda alle endorfine, probabilmente in modo diverso, tant'è che il suo tanto chiacchierare era troppo per i miei gusti, abituato come sono a correre in solitaria, e subito gli lancio un amichevole SHUT UP :) :) :)
Gli parlo della strategia in atto ed il ragazzo stava bene, deciderà di venirmi dietro e mi permetterò di dargli qualche piccolo suggerimento su come interpretare quello strano Interval Training, GRANDE 'MICO

La stanchezza c'era ma riuscivo a gestirla, mentalmente ero forte seppur fisicamente non sapevo quanto sarei durato, ma il correre i miei terzi 21km con Marco ha sicuramente fatto sì che dessi quel qualcosa in più, e così è stato!
Ormai eravamo prossimi alla "hill of death" ed il caso ha voluto che in quel tratto mi ritrovassi a correre l'ultimo dei 3000 proprio in procinto di iniziarla; le gambe iniziavano ad essere pesanti e vedevo Marco che invece stava meglio, allorchè gli dico di non preoccuparsi e di andare.
Lentamente, molto lentamente, sempre più strada tra noi iniziava a separarci, ma l'ho sempre tenuto d'occhio. Avevo ancora una carta da giocarmi e dovevo recuperare bene in quel 3000 lento: l'ultimo 2000 di "riposo affaticante" mi aspettava!

Lungo quel 3000 la tanta stanchezza e vedere Marco allontanarsi mi stavano smontando un pò ed ho cercato di limitare i danni!

BIP: ok MORO, vai con l'ultimo, poi gli ultimi 3300 metri te la spassi!
Dopo 58km di fartlek collinare, parte il mio ultimo 2000 veloce, e quello che mi dava la forza a stringere i denti era vedere che la distanza dalla mia lepre psicologica 'MICO andava diminuendo sempre più.
Sempre più grande e nitida diventava la sua figura e nonostante fossi alla fine di tutte le mie riserve energetiche, ormai sapevo che l'avrei ripreso, più pensavo quello e più mi sforzavo per riacciuffarlo e la Hill of death stava finendo! Appena scollinato ho continuato a spingere, si perchè Marco ormai era portata di mano: lo vedevo allargare le braccia in segno di vittoria, seppur mancassero ancora 2000 e rotti metri, ma entrambi sapevamo che ormai il viaggio era alla conclusione! Per un attimo si volta gasato dall'euforia e drogato di endorfine, mi vede ed a sua volta mi incita!

Ci affianchiamo, parliamo, godiamo, soffriamo ed in tanto spingevo, spingevo, spingevo, allorchè mi fa "tranquillo moro, in scioltezza riesco a stare sotto le 4:30 ormai", ma io dopo 62 km avevo dimenticato anche il mio nome ormai e non ricordavo di aver startato il mio Garmin già durante i 7' di riscaldamento, continuavo a spingere perchè non ero certo di riuscire a stare sotto le 6:0 e dopo tanta fatica sarebbe stata un infamia!

In quei frangenti vedo Anna in lontananza e strillo talmente tanto ANNAAAA che  seppur ancora a 200 metri si voltava! La raggiungo, la bacio e Marco mi fa "ok, stai vicino a lei" ed io "no no, torno indietro a prenderla" e gasato ancor più di prima la lascio, supero lui e mi avviavo come un missile in direzione della FINISH LINE. Finalmente vedo in lontananza il tempo finale che riportava 5:51!!! 

UN SORRISO ENORME MI SI STAMPAVA SULLA FACCIA

Avevo tutto il tempo di fermarmi, aspettar 'MICO e concludere assieme il nostro viaggio, con Simone a godersi lo spettacolo da lassù!!!

5:52:20 
se mi fossi ricordato dei 7' di warm up, gli ultimi due km probabilmente sarebbero stati molto più rilassanti, ma di sicuro meno avvincenti e galvanizzanti, per cui va bene così, molto bene!
PB migliorato di 7' 41''

Mi fermo 30'' dopo la FINISH LINE, mi abbraccio con 'MICO e parto a ritroso per raggiungere il mio WOLF e concludere assieme a lei un piccolo sogno: 
la MAGIA CONTINUA!













lunedì 15 dicembre 2014

L'ONDA GIUSTA

un'immagine che vale più di mille parole
In attesa dell'onda giusta (nuovi obiettivi di corsa), cerco di godermi il presente fatto di un importante e piacevolissimo cambiamento di prospettiva ma anche di ENORMI strascichi dovuti agli ultimi anni. 
Molte volte vedo una montagna da scalare di fronte a me, poi penso al Passatore e mi dico: un passo alla volta Maure', un passo dopo l'altro e scollinerai pure stavolta! E poi, ora non sei più da solo!

SO, NO PROBLEM

La corsa continua ad essere uno stile di vita, il mio stile di vita:

tra me e me vado riflettendo su quale potrebbe essere il prossimo obiettivo ed un'idea già ce l'ho, per il momento, corro per il piacere di correre e tra una settimana si correrà a Bydgoszcz in Polonia, ne approfitterò per correre una mezzamaratona organizzata dallo zio di Miss Wolf (nulla è per caso) :)

Tanti post in questo 2014, tanti km, piccole soddisfazioni me le sono tolte ma soprattutto sono riuscito a mantenere la PROMESSA Passatore ed un'altra chiamata WOLF.

AUGURO A CHIUNQUE PASSA DI QUA I MIGLIORI AUGURI DI UN FELICE NATALE
CERCHIAMO DI GODERCI IL PRESENTE
VIVIAMO OGNI SINGOLO MOMENTO COME SE FOSSE L'ULTIMO
UNICO MODO PER GODERSI LA FELICITA'

..del doman non v'è certezza