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lunedì 3 gennaio 2022

..beh col green pass sei sicuro 😏

Doveva essere il ritorno in Polonia per me e mia moglie, a distanza di due anni dall'entrata nella scena mondiale del Corona Virus che cambiava il normale scorrere della vita..

Doveva essere il primo Natale della piccola Paola, dopo il suo primo volo.. 

Prima di partire 2000 dubbi se fosse giusto o meno partire, nonostante le raccomandazioni governative, ma poi l'entusiasmo della libertà ci faceva forse optare per l'essere un po' fatalisti, e il 21/12 puntuali eravamo all'aereoporto di Ciampino ed in un contesto un po' surreale svolgevamo le pratiche per il decollo.


Trascorreremo i primi quattro giorni all'insegna del clima natalizio che si andava delineando, avvalorato da un meteo più consono alla latitudine che vedeva l'arrivare della copiosa neve e di temperature vicine a -14°, azzardavamo passeggiate col passeggino lungo la vicina Dolina Śmierci, dopo aver coperto a dovere la piccola.



L'entusiasmo era alle stelle, il nostro primo Natale e Capodanno in Polonia della nostra famiglia, che chiedere di più? Bè sì un po' di corsa, ed infatti non mancheranno due uscite mattutine alla scoperta di Fordon per arrivare fino al ponte Most Fordoński per l'attraversamento del fiume Wisła e approdare a Ostromecko, dove il giro di boa avveniva per portare a casa 15km sulla neve.

Finalmente Paola conosceva i suoi finora virtuali cugini, che bello vederli assieme ❤️

Un natale da favola si preannunciava, ma qualcosa nn andava ed i primi malesseri affioravano a mamma Ania, a seguire io e la piccola. 

Fin da subito lo spettro del COVID si affacciava nel quadretto familiare, optavo per un test molecolare per togliermi subito qualsiasi dubbio e subito la mia positività anticipava quella delle mie donne: la famiglia Battello Wolf era stata colpita ed avevamo iniziato ad imbarcare acqua, poi una corsa ad organizzare il nuovo contesto ci vedeva catapultati in uno scenario lontano anni luce dall'immediato precedente, ora la priorità era accertarsi di non correre altri rischi e stringersi attorno alla piccola Paola!

Dopo 2-3 giorni di convalescenza la situazione critica sembra rientrata, ora si tratta di ultimare l'isolamento domestico e sperare che il prossimo tampone metta fine a questo calvario!

Tanta rabbia per come è andata ed allo stesso tempo tanta incredulità circa tutta la storia... Ai posteri l'ardua sentenza, per il momento ci godiamo la nostra piccola Paola tornata a sorridere!

sabato 7 settembre 2019

Maratona della Solidarietà: una 42 km nel segno della storia - Wakacje 2019 y Solidarność Maraton

Devo essere onesto, a distanza di 20 giorni dalla Maratona e dopo tante considerazioni, inizio a non reputare più un totale insuccesso l'esito della mia prestazione.

4:11:08
POS 333/952
POS CAT 118/299
266 ritirati

Non vado alla ricerca di scuse, ma lo studiarne l'esito mi ha permesso di comprendere gli sbagli, che sicuramente sono figli dell'alimentazione e poco sonno vacanziero, più l'aver corso a spasso per Bydgoszcz col metoďo katzen, se poi aggiungi una mancata propensione a resiliere, il gioco è fatto!

Al mattino stavo bene, il meteo era sereno e fresco, sarebbe diventato troppo caldo dopo i primi 30 km.


 
Sono partito cercando di correre semplice, limitandomi a guardare i lap ogni 5km per fare i miei calcoli.
Allo start partivo affiancato ad uno dei 5 italiani in gara, ma dopo i primi metri e dopo avergli sentito dire che a Roma aveva chiuso in 3:35 ho preferito non seguirlo ed anzi lo salutavo dicendogli che stava troppo bene per i miei gusti 😊


ORP Blyskawica, un cacciatorpediniere della marina militare polacca ed una nave museo di colore bianco candido che rappresentano una delle principali attrazioni storico culturali dell’agglomerato urbano

Al 10° km transitavo 332° in 54:16, alla mezza 303° in 1:54:15, segno che i secondi dieci erano andati meglio dei primi. Fino al km 25 viaggiavo tranquillamente, godendo della mia Maratona della Solidarietà, del suo percorso che da Gdynia, attraverso Sopot era molto piacevole, non totalmente piano ma comunque veloce. 

Dal km 25 al 30 avevo iniziato a vedere un calo e soprattutto a rendermi conto che forse i nodi stavano venendo al pettine 🤔

Avevo bevuto tantissimo, ad ogni ristoro ripartivo con una boccetta d'acqua, segno che stavo accusando il troppo caldo, seppur non fosse quello di Roma!

Ania all'interno del museo
Al 30° trovo nuovamente mia moglie Ania ad attendermi. 
Lei e la sua famiglia mi hanno aspettato ed incitato in diversi punti del tracciato di gara che portava da Gdynia a Sopot (5° e 12°km) fino a Gdańsk (30°km), un plauso alla loro presenza, ha significato molto per me ed ero dispiaciuto di non poter onorare con un finale in crescendo.
Ania mi diceva che ormai era fatta, mancavano "solo" 12km 😲: ma sapevo non sarebbe stato semplice!!!


Saranno 12 km interminabili, e gli split ogni 5 km lo dimostrano:
27:32, 26:23, 26:29, 27:09, 27:27 i primi 25, poi le cose iniziano a cambiare e per arrivare al 30° ci vorranno altri 30:33, rinfrescato e ristorato per arrivare al 35 impiegavo 29:40 ma poi si è spenta la luce!!!
Al 38° mi sorpassavano i pacers delle 4 ore ed oltre alla tanta stanchezza, da li anche a livello mentale crollavo, stargli dietro era impossibile, avevo le gambe come macigni e le alzavo un millimetro da terra, inizierò ad alternare tratti al passo, ed intanto bevevo, bevevo e bevevo!
Dal 35° al 40° serviranno 33:32 minuti, si entrava poi nello splendido centro di Gdańsk, ed il cambio di pavimentazione era l'ennesimo ostacolo da considerare, non ce la facevo più ma non dovevo cadere, per arrivare alla finish line impiegherò altri 21:35 minuti, segno del calvario che sono stati gli ultimi km!!!

Tra il km 35 e 40 sorpassavo uno dei 5 italiani e lo incitavo a non mollare, solo adesso vedo che al 30° era avanti lui di 3'11'' ma già al 40° gli avevo dato 9', segno che la crisi c'e stata per tutti e due ma che forse il sorpasso deve aver avuto un effetto devastante per lui, alla fine il distacco sarà di soli 5'02'' (4:16:10). Onore e rispetto per un MM70.
NB: poco fa ho voluto approfondire la provenienza di questo personaggio ed ho scoperto che ha al suo attivo su DUV, le partecipazioni alle edizioni 2019 sia nella Pistoia-Abetone (6:58) che al Passatore (14:03). Ecco spiegato il perché del suo correre di qualità!!!💪👍

Per la cronaca, il connazionale con cui partivo affiancato chiuderà in 4:44:44(MM40) terzo tra quelli del Belpaese, gli altri due in 5:06 finiranno  affiancati (MM60 e FM60).

Lungo il percorso incontravo un paio di runners col trolley run ed i loro piccoli: belle scene, per la cronaca entrambi mi arriveranno davanti di una manciata di minuti 🤔🤔🤔😁

Primo tra gli italiani credo sia stato un premio, ho dato tutto ma questa volta è stata veramente difficile!

Tanti i pensieri sul presente, sul passato e tanta speranza per il futuro, ecco questa credo sia stata l'arma in più che ha permesso di non arrendermi!!!

I miei Angeli sempre con me hanno fatto il resto!!!



Forse era meglio andare al Museo di Solidarność prima della Maratona? O forse no, non penso che dal punto di vista cronometrico sarebbe cambiato molto e magari l'adrenalina avrebbe fatto analizzare con meno attenzioni il museo :/  quello che di certo so, è che andare sei giorni dopo aver corso mi ha permesso di vivere meglio quello che è stato il movimento, la rivoluzione della Solidarietà, un evento che ha cambiato la storia mondiale, del quale conoscevo solo il nome ma non il significato.

Cantieri navali Lenin
DOVEROSA RICOSTRUZIONE STORICA
(Ho voluto ricostruire quelli che sono stati gli accadimenti che dagli anni 70 hanno portato alla nascita della maratona. Lungi da me l'intenzione di far sembrare mio il testo di seguito. Trattasi di svariate fonti e di una ricerca incrociata.)
1970 - Cantieri Navali in Gdańsk
Le manifestazioni iniziano il 12 dicembre a seguito di un aumento dei prezzi dei beni di consumo primario e coinvolgono diverse città della costa del Baltico: Danzica, Szczecin, Gdynia e Elbląg. La decisione presa dal governo grava drammaticamente sulle spalle dei lavoratori polacchi e danneggia irrimediabilmente il consenso popolare nei confronti di Gomułka. Secondo le testimonianze raccolte dalla giornalista del Tygodnick Powszechny, Malgorzata Niezabitowska, il clima di tensione non si era affatto respirato nella giornata precedente la tragedia (16 dicembre), durante la quale i soldati avevano circondato i cantieri di Kommuna Paryska intrattenendo spesso conversazioni amichevoli con gli operai.

Tuttavia, nella giornata successiva il caos e la confusione la fanno da padrona. Il braccio destro di Gomułka, Zenon Kliszko, ordina ai militari di sparare agli operai che entrano in fabbrica, andando in palese contraddizione con le affermazioni del vice primo ministro, Stanisław Kociołek, che lancia invece un appello diretto ai lavoratori per un loro immediato rientro nei cantieri. La tragedia prende forma quando, la mattina del 17 dicembre, davanti ai militari si presenta un’onda di operai appena scesi dal treno per recarsi sul posto di lavoro. Partono così i primi colpi di arma da fuoco, e la tranquillità della giornata precedente viene brutalmente sostituita dalla conta dei morti.

Nel giro di poche ore tutta la città è in strada. Vengono prese d’assalto la stazioni di polizia e le sedi del POUP. Nel tardo pomeriggio si aggiungono alla rivolta della città baltiche anche Białystok, Nysa, Oświęcim, Varsavia e Wrocław. A Szczecin, la sede del partito viene data alle fiamme. Alla fine della giornata, secondo il governo i morti sono 6, mentre le stime delle maestranze ne riportarono più di 40.

Le sommosse si allargano in più città e assumono un carattere sindacale e unitario rispetto al passato, coadiuvandosi tra loro. 

Fra i protagonisti di quella giornata troviamo Adam Gotner, operaio dei cantieri che ha ispirato il 7 rovesciato dell’opera dello scultore Stanislaw Gierada. Il monumento, eretto davanti ai cantieri di Gdynia a 10 anni dall’accaduto, sarà una delle prime conquiste delle negoziazioni dell’agosto 1980 tra il movimento di Solidarność e il governo polacco. È costituito da quattro numeri che insieme compongono l’anno della strage dei cantieri, il 1970. Di questi numeri, il 7 è piegato come un uomo ferito gravemente ma sostenuto dai compagni.

A monument commemorating the victims of the 1970 strikes which saw militia and army open fire on protestors. The “7” represents one of the fallen strikers being carried by his colleagues and may well be that of Adam Gotner who despite being hit 6 times managed to survive. Unveiled on December 17, 1980 – the tenth anniversary of the strikes and shootings.
Cerimonia in ricordo delle vittime
A sinistra: Kazimierz Zimny, race director

Il ricordo di quanto accaduto non diventerà la tomba delle rivendicazioni dei lavoratori ma uno dei miti fondativi dell’identità di Solidarność.
Targa commemorativa
Lista degli operai rimasti uccisi nel 1970


Il passo della poesia di Miłosz

Il monumento in ricordo degli operai caduti


Anna Walentynowic

1980: Tavole con le 21 richieste degli scioperanti 

Soffitto del Museo 
Il movimento guidato da Lech Wałęsa non ha difeso solo gli interessi dei lavoratori che scioperavano nei cantieri navali, ma ha pure sgretolato il regime comunista polacco e quello vigente in tutti i Paesi dell’Europa dell’Est. Se il ‘900 è definito come il secolo breve per i fatti storici che si sono susseguiti, bisogna dire che parte di questa accelerazione è stata fatta in Gdańsk.

WAŁĘSA
Il 12 luglio 1967 Wałęsa iniziò a lavorare come elettricista al Cantiere Lenin (Stocznia Gdańska im Lenina) a Danzica, oggi chiamato Cantiere di Danzica (Stocznia Gdańska).

Fin dall'inizio della sua carriera Wałęsa fu interessato alle rivendicazioni dei lavoratori. Era un leader carismatico che aiutò a organizzare gli scioperi polacchi del 1970 al cantiere di Danzica quando i lavoratori protestarono contro il decreto del governo che faceva aumentare i prezzi dei generi alimentari e fu ritenuto dal governo il presidente del comitato di sciopero.

Nel giugno 1976 Wałęsa perse il lavoro nel cantiere di Danzica a causa del suo continuo coinvolgimento in sindacati illegali, scioperi e in una campagna per commemorare le vittime delle proteste del 1970. In seguito lavorò come elettricista per diverse altre compagnie, ma il suo attivismo lo portò ripetutamente al licenziamento e per lunghi periodi rimase disoccupato. Wałęsa e la sua famiglia erano sotto costante sorveglianza da parte della polizia segreta polacca; la sua casa e il posto di lavoro erano sempre controllati. Nel corso degli anni fu arrestato più volte per aver partecipato a attività dissidenti.

Wałęsa lavorava a stretto contatto con il Comitato per la difesa dei lavoratori (KOR), un gruppo che si era formato per prestare aiuto alle persone arrestate dopo gli scioperi del 1976 e alle loro famiglie.

Nel giugno 1978 diventò un attivista dei sindacati clandestini (Wolne Związki Zawodowe Wybrzeża). Il 14 agosto 1980, un altro aumento dei prezzi dei generi alimentari portò a uno sciopero nel Cantiere Lenin di Danzica, di cui Wałęsa fu uno dei capi. Wałęsa scalò la recinzione del cantiere e divenne rapidamente uno dei leader degli scioperi. Lo sciopero ispirò altri scioperi simili che si diffusero poi in tutta la Polonia. Wałęsa fu a capo del comitato interdisciplinare di sciopero, coordinando i lavoratori a Danzica e in altri 20 stabilimenti della regione. Il 31 agosto il governo, rappresentato da Mieczysław Jagielski, firmò un accordo (l'accordo di Danzica) che concesse ai lavoratori del Cantiere Lenin il diritto di scioperare e permise loro di formare un sindacato indipendente.

The Gdansk Agreement, signed on 31st August, 1980.
Il comitato di coordinamento degli scioperi si trasformò come Comitato di coordinamento nazionale di Solidarność e Wałęsa fu scelto come presidente. Il sindacato Solidarność crebbe rapidamente, con oltre 10 milioni di membri, più di un quarto della popolazione polacca. Il ruolo di Wałęsa nello sciopero, nei negoziati e nel nuovo sindacato indipendente gli valse la notorietà sul palcoscenico internazionale.

Wałęsa mantenne la sua posizione fino al 13 dicembre 1981, quando il generale Wojciech Jaruzelski dichiarò la legge marziale in Polonia.

                 

December 13, 1981. General Jaruzelski declares martial law in Poland

NASCITA DELLA MARATONA
Sulla prima pagina della cronaca del 1980 una grafica disegnata a mano recitava:

"Ho un'idea e voglio venderla al Comitato. Ad agosto celebreremo il primo anniversario dello scoppio degli scioperi nei cantieri navali di Danzica e Gdynia. Pertanto, suggerisco di celebrare questo anniversario. Correndo una maratona ... ". 

Quasi 600 persone presero parte a questo primo evento.

L'iniziatore della maratona è stato Józef Kuczma, ma chi ha supervisionato l'evento e l'ha trasformato in una maratona completa, è stato Kazimierz Zimny, che è ancora il direttore dell'evento ed era presente nella cerimonia pre gara in corrispondenza del monumento del 7 rovesciato.

Dall'81 al 94 il percorso misurava quello di una mezza maratona, poi cambiato nell'attuale 42 km.

lunedì 27 giugno 2016

Maratona del Canale di Bydgoszcz.. komary everywhere!!! (Zanzare ovunque)

Andavo su a Bydgoszcz per provare/ritirare il vestito del matrimonio con Ania e non potevo non far coincidere la necessità vestiaria con l'undicesima edizione della Maratona del Canale!
Dopo il Passatore ho corso poco, ma sono comunque riuscito a fare il minimo sindacabile per presentarmi ad una maratona a distanza di un mese dalla 100!
Il Weekend è stato intensissimo e stancante ma allo stesso tempo ricco di emozioni e piacevolissimo!
Zanzare:
come tutti i canali d'acqua anche quello di Bydgoszcz è un proliferare di zanzare, adesso lo so!!! Ma sabato notte non ci avevo proprio pensato!!! La prossima volta sarà obbligatorio cospargersi di prodotti naturali per evitare una battaglia persa in partenza!
A distanza di 36 ore le punture stanno sviluppando gonfiori spropositati, di cui uno sulla fronte che è talmente gonfio che sta deformando la palpebra per far sembrare la mia faccia quella di un boxer dopo l'incontro! Mai vista una cosa del genere, aiuto! Rivoglio il mio viso e veder sgonfiare 4-5 punti sulle mie gambe!
La gara:
la partenza era prevista alle 21:00 in prossimità del Canale di Bydgoszcz appunto. Ritiro il pettorale assieme ad Ania, che per l'occasione correrà i suoi 4219,5 metri dopo tanto tempo, forse troppo ma non tutti sono Runners impazziti di endorfine :) per fortuna :) :) :)
Assieme a noi c'erano papà Wolf e Monica, a distanza di un giorno e mezzo penso <<Ma come hanno fatto a rimanere 4 ore in quella zanzariera naturale, quelli bravi son stati loro>>!
10 volte 4219,5 metri, questo recitava il percorso attorno al Canale o 5 per chi correva la mezza, o meno, di corsa o fit walking, a piacere.
Tutto bello, tutto bellissimo ma una violenta bufera si accingeva ad iniziare il suo lavoro per rendere tutto più complicato, e così è stato! Sterrato che in alcuni tratti era diventato fango e pozzanghere, laghetti. È stata la prima edizione con un meteo del genere, evidentemente un italiano nel gruppo di podisti nord europei non è passato indifferente nemmeno a qualcuno lassù! :) :)
Fortunatamente ha piovuto incessantemente solamente per il primo giro ed alcuni tratti di gara e comunque non faceva freddo, quindi a parte le scarpe zuppe non è stato poi così atroce, ma di sicuro ha rovinato quelle che erano state le strategie di gara pensate a tavolino.
Sapevo che per tentare il PB sulla distanza dovevo compiere ogni giro tra i 21' ed i 20', ma non sapevo si sarebbe trattato di correre su quello sterrato e con quel meteo e nonostante mi fossi preparato un biglietto con i tempi parziali, allo start lo gettavo ed optavo per una gara più di cuore che di testa!
Prima della partenza scambiavo due battute con Marcin, podista di Bydgoszcz, simpatico e pazzo quanto basta per farmi capire che quando si tratta di correre tutto il mondo è paese!!!
Marcin mi chiedeva le intenzioni cronometriche e senza dubbio alcuno rispondevo che sarei voluto essere vicino alle 3:30, allorché mi dice che lui avrebbe tentato uno split negativo per cercare di essere attorno alle 3:35, entrambi capivamo che ci saremmo incontrati spesso lungo il percorso!
pięć cztery trzy dwa jeden ... sbang (5,4,3,2,1)
Si correva praticamente al buio, su un terreno ed un percorso tutto da scoprire, optavo quindi di fregarmene del crono ed affidarmi al time del display che ad ogni giro recitava il totale in prossimità della start line. L'amuleto Polar di Simone mi accompagnava ma si regalava una corsa da spettatore e cmq dava quel valore aggiunto come al Passatore!
Al primo km superavo Marcin e cercavo di trovare l'andatura a sensazione anche se con l'idea di rispettare la scaletta pensata a tavolino, almeno come punto di riferimento.
Al primo giro di boa, mi sento chiamare da lontano ed era Ania, che combatteva contro lampi e tuoni per portare a casa il suo giro attorno al Canale! Bravissima Aniu, I'm proud of you!
Ogni volta che terminava un giro c'era la possibilità di bere e mangiare, frutta, zuccheri, sali, ma al primo dei 10 lap non mi fermavo, talmente stava piovendo che la sete proprio non c'era!
Questo il mio "regressivo"
20:45- 4'  55'' 
21:8- 5'  1'' 
21:23- 5'  4'' 
21:39-5'  8'' 
22:6- 5'  14'' 
22:54- 5'  26'' 
23:33-5'  35'' 
24:27-5'  48'' 
24:47- 5'  52'' 
24:27- 5'  48'' 
Passo a metà gara in 1:47:1 ad una media di 5' 4'' , la seconda metà invece in 2:0:8 ad una media di 5' 42'' . Il tempo totale recita 3:47:9 per una media finale di 5' 23''.
Col senno di poi è tutto troppo facile, ma ritengo aver sbagliato questa gara, potevo far meglio! Forse l'aver pianificato a tavolino mi ha indotto all'errore, si perchè quanto pronosticato mal si adattava in quel contesto ed invece il cercare di stare il più vicino possibile ai 210' totali ha fatto sì di sentirmi sempre in ritardo, ad ogni lap, a parte il primo, la non facile respirazione mi faceva capire che non sarebbe stato fattibile continuare in quel modo!
Marcin
Al secondo giro lo sentivo chiacchierare e scherzare con un compaesano, ma dopo poco non lo sentivo più, fino al 5° giro, dove in prossimità del ristoro mi sorpassava. Aveva la compagna che lo seguiva in bici e lo riforniva con regolarità e questo gli permetteva di non perdere tempo ai ristori.  Correva meglio e stava trovando il vantaggio dell'aver pensato allo split negativo e di essere partito più guardingo. La cosa mi aveva un pò rabbuiato, mi stavo rendendo conto che avevo toppato la prima metà e che ora le cose sarebbero state più complicate! Ma ho tenuto botta, ed ho comunque corso con l'intenzione di non lasciarlo scappare seppur già al 6° giro era scomparso, vuoi per la distanza, vuoi per il percorso, vuoi per il buio della notte ma soprattutto perché avevo tolto gli occhiali che con la pioggia complicavano ancor più le cose!
Nessuna crisi
Ok ero partito troppo allegro, ma nonostante quello son riuscito ad essere sempre in spinta su quel percorso pianeggiante ma ricco di pericoli dettati dalla poca regolarità del manto e dalla presenza di rami etc.. mossi dal vento della bufera che si era abbattuta. La regressione dei tempi è stata naturale e lieve ma mai eclatante!
Lungo quei 4219 metri i pensieri erano tanti, ma cercavo di fare il massimo dell'attenzione nel dosare le forze e soprattutto evitare di cadere e se ci riuscivo evitavo anche qualche "lago" d'acqua e fango!
La fatica c'era ma anche la consapevolezza dei miei mezzi ed allora cercavo di godermi il viaggio e l'esperienza tutta nuova.
Ad un certo punto quando passavo vicino al ristoro, sentivo un forte tifo da parte di tutti, un <<Mauro, Mauro, Mauro>> risuonava al mio passaggio, artefice di questa calorosa sorpresa è stata Ania che ormai aveva preso parte e stava contribuendo nel servizio ristoro, più di una volta la baciavo e ripartivo per il giro successivo! Era fin troppo piacevole quel supporto personalizzato e faceva in modo di farmi ripartire subito quando mi fermavo a bere.
I giri alla fine continuavano a diminuire e continuavo a fare calcoli sul tempo finale, ma ormai avevo capito che il 210' era impossibile! Allorché ho cercato altre motivazioni per non mollare, e questa si chiamava Marcin!
Dovevo tentare di riagguantarlo, ovunque fosse. Ricordavo la sua maglia bianca e nella notte ogni volta ne trovavo una di fronte a me ero convinto di averlo trovato e mi apprestavo a superarlo. Invece fino agli ultimi 1000 metri si era trattato sempre di qualcun altro, magari qualche doppiato delle distanze minori, ma ecco che vedevo un'altra maglia bianca: stavolta era lui!
Lo affianco e gli faccio <<ehi there>> e lui <<ehi, until the end togheter>> ed io <<ok ok, but without any joke>>! Continuavamo affiancati per una cinquantina di metri ma poi avanza e decidevo che il Fair play era finito, allorché lo riaffianco in spinta e lo supero. Continuavo a spingere in quelle ultime centinaia di metri, stavo sprigionando tutte le energie rimaste, quella battaglia doveva essere mia!
Probabilmente il superarlo in quel modo lo deve aver provato, alla fine terminerò 7' circa prima di lui!
7' sono tanti tanti su un solo km, quindi le cose sono 3: o ho volato, o si è fermato dopo il sorpasso  (non credo), oppure era più di un km la distanza!
Termino salutando Andrzej, il Race director, ritiro il borsone firmato Bydgoszcz e mi apprestavo a godere dell'esperienza vissuta abbracciato ad Ania. Al ritorno a casa Janusz si fermava a prendere buonissime birre polacche e dopo una strameritata doccia, festeggiavamo fino ad oltre le 3 di notte mentre iniziava ad albeggiare!
Gran bel weekend, intenso, ricco di km, di esperienze, dell'amore che solo i Wolfs sanno dare :)

martedì 18 novembre 2014

Nella Tana del Lupo (Three moves to Wolf's den)

Il dado è tratto: Natale in Polonia
decision taken: Christmas in Poland

1

2

3


ps:
come di consueto sono già andato alla ricerca del "campo di battaglia" per scoprire la location come più mi piace: DI CORSA! (molto dipenderà dal meteo, al momento le temperature oscillano tra i -5° ed i 5°)

already found training routes to discover the city in the best way: RUNNING! (all will depend on weather)