Doveva essere il ritorno in Polonia per me e mia moglie, a distanza di due anni dall'entrata nella scena mondiale del Corona Virus che cambiava il normale scorrere della vita..
Doveva essere il primo Natale della piccola Paola, dopo il suo primo volo..
Prima di partire 2000 dubbi se fosse giusto o meno partire, nonostante le raccomandazioni governative, ma poi l'entusiasmo della libertà ci faceva forse optare per l'essere un po' fatalisti, e il 21/12 puntuali eravamo all'aereoporto di Ciampino ed in un contesto un po' surreale svolgevamo le pratiche per il decollo.
Trascorreremo i primi quattro giorni all'insegna del clima natalizio che si andava delineando, avvalorato da un meteo più consono alla latitudine che vedeva l'arrivare della copiosa neve e di temperature vicine a -14°, azzardavamo passeggiate col passeggino lungo la vicina Dolina Śmierci, dopo aver coperto a dovere la piccola.
L'entusiasmo era alle stelle, il nostro primo Natale e Capodanno in Polonia della nostra famiglia, che chiedere di più? Bè sì un po' di corsa, ed infatti non mancheranno due uscite mattutine alla scoperta di Fordon per arrivare fino al ponte Most Fordoński per l'attraversamento del fiume Wisła e approdare a Ostromecko, dove il giro di boa avveniva per portare a casa 15km sulla neve.
Finalmente Paola conosceva i suoi finora virtuali cugini, che bello vederli assieme ❤️
Un natale da favola si preannunciava, ma qualcosa nn andava ed i primi malesseri affioravano a mamma Ania, a seguire io e la piccola.
Fin da subito lo spettro del COVID si affacciava nel quadretto familiare, optavo per un test molecolare per togliermi subito qualsiasi dubbio e subito la mia positività anticipava quella delle mie donne: la famiglia Battello Wolf era stata colpita ed avevamo iniziato ad imbarcare acqua, poi una corsa ad organizzare il nuovo contesto ci vedeva catapultati in uno scenario lontano anni luce dall'immediato precedente, ora la priorità era accertarsi di non correre altri rischi e stringersi attorno alla piccola Paola!
Dopo 2-3 giorni di convalescenza la situazione critica sembra rientrata, ora si tratta di ultimare l'isolamento domestico e sperare che il prossimo tampone metta fine a questo calvario!
Tanta rabbia per come è andata ed allo stesso tempo tanta incredulità circa tutta la storia... Ai posteri l'ardua sentenza, per il momento ci godiamo la nostra piccola Paola tornata a sorridere!
Sfrutto il mio blog per lasciare il segno di quello che sta accadendo nel mondo da oltre un mese; il premio Nobel della letteratura 2018 Olga Tokarczuk fa centro su come stiano veramente le cose, nient'altro da aggiungere, solo silenzio e meditazione.
"Davanti ai nostri occhi si dissolve come nebbia al sole il paradigma della civiltà: che siamo i Signori del Creato, possiamo tutto e il mondo ci appartiene.
Dalla mia finestra vedo un gelso bianco, è un albero che mi affascina ed è stato uno dei motivi per cui mi sono trasferita qui. Il gelso è una pianta generosa — per tutta la primavera e per tutta l’estate nutre decine di famiglie di uccelli con i suoi frutti dolci e sani. Adesso invece il gelso non ha foglie, intravedo quindi un tratto della strada silenziosa dove di rado passa qualcuno, camminando verso il parco. A Wroclaw è praticamente estate, splende un sole accecante, il cielo è azzurro e l’aria pulita. Oggi, durante la passeggiata con il cane ho visto due gazze che scacciavano un gufo dal loro nido. Ci siamo guardati negli occhi, io e il gufo, a distanza di meno di un metro.
Ho l’impressione che anche gli animali aspettino che cosa succederà. Per me da molto tempo ormai il mondo era troppo. Troppo, troppo veloce, troppo rumoroso. Non ho quindi il «trauma dell’isolamento» e non soffro di non poter incontrare nessuno. Non mi dispiace che abbiano chiuso i cinema, mi è indifferente che i centri commerciali siano fuori servizio. Forse soltanto se penso a tutti quelli che con questo hanno perso il lavoro. Quando ho saputo della quarantena di prevenzione ho sentito qualcosa di simile a un sollievo e so che molti lo sentono, benché se ne vergognino. La mia introversione, costretta e maltrattata dai dettami degli estroversi iperattivi, si è data una spolverata ed è uscita dall’armadio.
Vedo dalla finestra il vicino di casa, un avvocato sempre molto indaffarato che solo poco fa vedevo uscire presto, di mattina, per andare in tribunale con la toga appoggiata al braccio. Adesso indossa una tuta sformata e combatte con un ramo in giardino, forse si è messo a fare le pulizie. Vedo una coppia di giovani ragazzi che portano a spasso un vecchio cane che da quest’inverno quasi non cammina. Il cane si trascina sulle gambe, ma loro, pazienti, gli fanno compagnia rallentando più che possono il passo. Il camion della spazzatura con grande rumore raccoglie i sacchi.
La vita scorre, eccome, ma a un ritmo completamente diverso. Ho fatto ordine nell’armadio e ho portato i giornali già letti nel contenitore della carta. Ho trapiantato i fiori. Ho ritirato la bicicletta dal ciclista. Cucinare mi rende felice. Insistentemente mi tornano in testa i ricordi d’infanzia, quando c’era molto più tempo ed era possibile «sprecarlo», guardando dalla finestra per ore, osservando le formiche, rimanendo sotto il tavolino immaginandosi che fosse un’arca. Oppure leggendo un’enciclopedia. O non sarà forse che siamo tornati a un normale ritmo di vita? Che non è il virus l’alterazione della norma, ma proprio l’opposto — che quel mondo febbrile di prima del virus era anormale? Il virus del resto ci ha ricordato qualcosa che abbiamo negato con passione — che siamo esseri fragili, costruiti della materia più delicata. Che moriamo, che siamo mortali. Che non siamo separati dal mondo con la nostra «umanità» ed eccezionalità, ma il mondo è parte di una grande rete alla quale apparteniamo, collegati agli altri esseri tramite un invisibile filo di responsabilità e influenza. Che siamo dipendenti da noi stessi e, al di là di quanto lontano sia il Paese da cui veniamo, la lingua che parliamo o il colore della nostra pelle, comunque ci ammaliamo, comunque abbiamo paura e comunque moriamo.
Ci ha fatto capire che indipendentemente da quanto ci sentiamo deboli e indifesi di fronte ai pericoli, ci sono intorno a noi persone ancora più deboli, che hanno bisogno di aiuto. Ci ha ricordato di quanto siano delicati i nostri genitori anziani e i nonni e di quanto abbiano diritto alla nostra cura. Ci ha mostrato che la nostra frenetica mobilità mette in pericolo il mondo. E ha evocato quella domanda che di rado abbiamo avuto il coraggio di porci: che cosa cerchiamo davvero?
La paura di fronte alla malattia, quindi, ci ha fatto tornare indietro da quella strada ingarbugliata e ci ha costretti a ricordare l’esistenza del nido da cui veniamo e dove ci sentiamo al sicuro. E persino se fossimo chissà quali straordinari viaggiatori, in una situazione come questa, cercheremmo riparo in una casa. Con questo ci si sono rivelate delle tristi verità — che in tempo di pericolo il pensiero torna alle categorie chiuse ed esclusive delle nazioni e dei confini. In questo momento difficile è venuto fuori quanto sia debole, in pratica, l’idea di comunione europea. L’Unione, di fatto, ha rinunciato alla partita a tavolino e ha lasciato le decisioni in tempo di crisi agli Stati nazionali. Ritengo la chiusura dei confini una delle più grandi sconfitte di questi nostri tempi magri — sono tornati i vecchi egoismi e le categorie di «noi» e «loro», ossia ciò contro cui abbiamo lottato negli ultimi anni con la speranza che non avrebbe mai più formato il nostro pensiero. La paura davanti al virus ha richiamato automaticamente le condizioni ataviche più banali, che i colpevoli sono altri e che loro, sempre da un altrove, portano il pericolo. In Europa il virus viene «da», non è nostro, è straniero. In Polonia, tutti quelli che sono rientrati dall’estero sono diventati sospetti. L’ondata violenta della chiusura dei confini, le mostruose file ai valichi di frontiera per molti giovani sono state di sicuro uno choc. Il virus ce lo ricorda: i confini esistono e stanno bene. Sappiamo inoltre che il virus ci ricorderà in fretta un’altra vecchia verità, quanto davvero non siamo uguali. Alcuni di noi volano con aerei privati a casa su un’isola oppure stanno isolati nel bosco, altri rimangono in città per lavorare in una centrale elettrica o a un acquedotto. Altri ancora rischieranno la salute lavorando nei negozi e negli ospedali. Alcuni guadagneranno con l’epidemia, altri perderanno i risparmi di una vita intera. La crisi, quando arriva, compromette quelle regole che ci sembravano stabili, molti Paesi non riusciranno a gestirla e di fronte alla loro decomposizione si risveglieranno ordini nuovi, come spesso accade dopo le crisi. Rimaniamo in casa, leggiamo i libri e guardiamo le serie in televisione, ma in realtà ci stiamo preparando alla grande battaglia per una nuova realtà che non siamo neanche in grado di immaginare, comprendendo lentamente, che niente ormai sarà più come era prima. La situazione della quarantena obbligatoria e dell’acquartieramento della famiglia in casa forse può farci capire qualcosa che proprio non vorremmo ammettere, e cioè che la famiglia ci stanca, che i legami matrimoniali si sono allentati da tempo. I nostri figli usciranno dalla quarantena dipendenti da Internet e molti di noi comprenderanno l’inutilità e la sterilità della situazione nella quale meccanicamente e per moto d’inerzia rimangono bloccati. E cosa dire se aumenterà il numero degli omicidi, dei suicidi e delle malattie mentali?
Davanti ai nostri occhi si dissolve come nebbia al sole il paradigma della civiltà che ci ha formato negli ultimi duecento anni: che siamo i signori del Creato, possiamo tutto e il mondo appartiene a noi.
Stanno arrivando tempi nuovi.
Questo pezzo è stato pubblicato sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung. Segnale della vicinanza culturale al tempo della distanza politico-sociale, gli articoli della serie «Finestra sul Mondo» vengono pubblicati in altre testate internazionali come Politiken, Presse e Observador"
Era il 7/3 quando postavo l'appena scoppiato arrivo del virus COVID 19 anche nella mia vita quotidiana, ignaro di quello che sarebbe stato il suo divenire ma nella speranza che sarebbe finito il prima possibile!
It was 7/3 when I posted the newly outbreak of the COVID 19 virus in my daily life, unaware of what it would have become but in the hope that it would end as soon as possible!
Oggi 21/3 a distanza di 3 settimane la situazione è un bollettino di guerra:
Today 3/23 after 3 weeks the situation is a war report:
La Lombardia la regione più colpita, Bergamo, Milano, Brescia e Cremona le province col maggior numero di contagi e morti, questa la situazione all'ospedale Papa Giovanni XXIII:
NO COMMENT!!!
Lombardia is the most affected region, Bergamo, Milan, Brescia and Cremona the provinces with the highest number of infections and deaths, this is the situation at Papa Giovanni XXIII hospital:
NO COMMENT!!!
E' di oggi però la notizia che nella città di Beijing le prime persone hanno riniziato ad uscire di casa, dopo qualche giorno in cui non si sono registrati nuovi casi di infezioni locali, e questa notizia deve lasciarci la speranza che prima o poi tutto finirà e torneremo alla vita libera, seppur con un imponente insegnamento dei tanti come, cosa e perchè!
Today is however the news that in the city of Beijing the first people have resumed leaving the house, after a few days in which there have been no new cases of local infections, and this news must leave us the hope that sooner or later everything will end and we will return to free life, albeit with an imposing teaching of the many how, what and why!
Alcuni sarebbero dovuti essere i punti da seguire per imparare dall'Asia quanto da loro messo in atto già parecchie settimane prima, brevemente:
prendere la cosa subito seriamente ed agire velocemente
fare test di positività in maniera estensiva ed a basso costo
tracciare quelli con sintomi ma anche quelli con cui hanno avuto contatti, gli asintomatici sono portatori del virus e la minaccia più seria
mantenere la distanza sufficiente per evitare il contagio e le opportune precauzioni personali nella vita sociale
tenere la gente ben informata e consapevole del fatto che quanto suggerito ha valore scientifico
gli atteggiamenti individuali sono la base da cui ripartire per uscire dalla pandemia
Sempre in questi giorni trovano spazio coloro che come sempre succede quando ci sono catastrofi o situazioni di emergenza, gridano al complotto! Io mi limito a prenderne atto e ragioanre con la mia testa, consapevole che la verità assoluta mai la sapremo ma che è sempre meglio prendere in considerazione tutte le possibili ipotesi!
Always these days find space for those who, as always happens when there are catastrophes or emergency situations, cry out to the plot! I just take note of it and think with my head, aware that we will never know the absolute truth but that it is always better to take into consideration all possible hypotheses!
In questo contesto surreale ma purtroppo invece verissimo, la vita va avanti in altro modo, con altri obiettivi/preoccupazioni.
In this surreal but unfortunately very true context, life goes on in another way, with other objectives / concerns.
Fortunatamente la mia azienda RGI è tra quelle che stanno usufruendo in maniera immediata dello smartworking, e devo dire che questo mi permette di starmene a casa al riparo dai più probabili contagi che ci sarebbero potuti essere con la vita da pendolare di tutti i giorni; mia moglie Ania è a casa perchè tra le prime misure prese dal Governo c'è stata la chiusura delle scuole e di conseguenza la sua azienda si è rimboccata le maniche ed ha iniziato a calarsi in questa nuova realtà, dove ogni maestra ha iniziato ad avere laboratori a distanza tramite Zoom, uno dei tanti strumenti di video conferenze: vederla a lavoro mi sta meglio facendo capire cosa significa essere un insegnante di Inglese in una scuola bilingue, ma soprattutto il carattere molto più umano rispetto chi come me lavora nel mondo dell'IT.
Fortunately, my company RGI is among those that are taking advantage of smartworking immediately, and I must say that this allows me to stay at home sheltered from the most probable contagions that could have been with everyday commuter life; my wife Ania is at home because among the first measures taken by the government there has been the closure of the nursery schools and consequently her company has rolled up her sleeves and started to fall into this new reality, where every teacher has started to having remote workshops through Zoom, one of the many video conferencing tools: seeing her at work is better making me understand what it means to be an English teacher in a bilingual school, but above all the much more human character than those like me who work in the world of 'IT.
E la corsa? E' di questi giorni una grossa polemica sui social per le misure prese dal governo che hanno via via stretto la cinghia alle attività all'aperto. Non voglio parlare della polemica e del tanto parlare di questi giorni, dico solo che il sottoscritto aveva deciso già l'11/3 che sarebbe stata l'ultima uscita per per andare a correre: un pò per reazione alla situazione che si stava delineando, un pò perchè fin da subito avvertivo la gravità di quello che stava accadendo ed il sempice uscire, il carattere di libertà della corsa lo trovavo inopportuno in quel contesto, allorchè ho iniziato a pensare ad altro. And the running? These days there is a great controversy on social media for the measures taken by the government that have gradually tightened the belt on outdoor activities. I do not want to talk about the controversy and the much talk about these days, I just say that the undersigned had already decided on 11/3 that it would be the last exit to go for a run: a bit in reaction to the situation that was emerging, a little because right away I felt the gravity of what was happening and the simple exit, the character of freedom of the running I found it inappropriate in that context, when I started thinking about something else.
Mi son detto non esiste solo la corsa, e mi sono imposto di vedere questo periodo come un occasione per dare valore anche ad altro, sia fisicamente che mentalmente.
I told myself there is not only running, and I forced myself to see this period as an opportunity to give value to something else, both physically and mentally.
Onestamente ho ripreso a manutenere il tapis roulant sul balcone, ma a parte un paio di corse ho poi appurato esserci un problema nel mantenere costante la velocità, e con casuali accelerazioni ma anche improvviso termine di corse per low speed, almeno questo è quanto segnala il display, spero di riuscire a fixarlo quanto prima ma nel frattempo mai avrei creduto di poter correre sul balcone, come un matto! Però ci ho voluto provare un paio di volte ed alla fine nel tanto correre degli ultimi 15 anni rientrerà anche questa mia pazza esperienza: Honestly I started to maintain the treadmill on the balcony, but apart from a couple of runs I then found there was a problem in keeping the speed constant, and with random accelerations but also a sudden end of low speed runs, at least this is what the display, I hope to fix it as soon as possible but in the meantime I never thought I could run on the balcony, like crazy! But I wanted to try a couple of times and in the end in the long run of the last 15 years this crazy experience of mine will also fall:
Proprio perchè ho deciso di svoglere attività alternative, in questi giorni sto sfruttando la ferma volontà e costanza di Ania nel praticare fitness, seguendo le lezioni della sua istruttrice polacca e cercando di risvegliare muscoli che il tanto correre mi aveva fatto dimenticare di avere!!!
Just because I decided to do alternative activities, in these days I am taking advantage of Ania's firm will and perseverance in practicing fitness, following the lessons of her Polish instructor and trying to awaken muscles that the so much running had made me forget to have !!!
Auguro tutto il meglio a chiunque passa di qua, se come me stai vivendo in salute questa situazione, avremo, abbiamo la forza per affrontare gli eventi, qualunque essi siano, dobbiamo sempre ricordare le infinite realtà che esistono e che stanno affrontando con mille difficoltà questi stessi accadimenti!!!
I wish all the best to anyone who passes by here, if like me you are living this situation in health, we will have, we have the strength to face the events, whatever they are, we must always remember the infinite realities that exist and that are facing with a thousand difficulties same events !!!
Ho voluto immortalare questa parte della mia vita qui nel Blog, che rimane il luogo migliore dove rilassarsi un attimo e trasferire le emozioni con parole, che un domani mi faranno ricordare quanto sto vivendo.
I wanted to capture this part of my life here in the Blog, which remains the best place to relax for a moment and transfer the emotions with words, which one day will make me remember how much I am experiencing.