lunedì 16 maggio 2016

Passatore 2016: prologo

Il countdown è iniziato, ancora 10 giorni e Passatore sarà! 

Questa 100 non era prevista, tantomeno cercata, ma come l'anno scorso mi sono ritrovato ad optare più facilmente per il sì, piuttosto che per il no, anche se la decisione di iscrivermi è arrivata solamente dopo la delusione irlandese di quest'anno! 

Le edizioni 2014 e 2015 mi hanno dato tanto in termini di consapevolezza dei miei mezzi, ed assieme ai tanti mesi di preparazione fisica e mentale hanno forgiato il mio corpo al punto tale da trasformarmi in un ultramaratoneta senza che me ne rendessi conto.

Ultramarathoner significa colui che supera la distanza della Maratona di corsa e dopo questi 3 anni penso sia un'etichetta più che meritata, anche se ancora oggi fa strano vedermi appartenere a questa categoria! Quest'anno come l'anno scorso arrivo alla Start line con meno km sulle gambe rispetto al 2014 ma anche del 2015, con il PB nella maratona di Verona, con i seppur di poco PB nella Strasimeno e 50 di Romagna ma anche con il ritiro al 55° km nella Connemarathon. 

 Mai avrei pensato di trovarmi a fare tre volte consecutivamente 100km ed invece ancora 10 giorni e la magia si ripeterà!Grande ruolo ha avuto nella mia propensione a ripetermi, la partecipazione ed esordio dell'amico Marco, romagnolo DOC ormai dublinese acquisito, conosciuto nel 2012 in occasione della Magia di Connemara 2012, magia che ha permesso e che permetterà il nostro poter tagliare il traguardo in Faenza, col ricordo di Simone nel cuore lungo quei 100km e la sua reale spinta motivazionale! 

Ancora una volta la faentina sarà teatro del mio stare coi miei angeli. 

Il tunnel immaginario sta chiudendo la sua calotta, operazione che proseguirà lungo questi 10 giorni rimanenti così da lasciarmi al mio viaggio in un contesto surreale dove tutto risuona ovattato e dove solo il rumore dei passi, il respiro, il battito del cuore, il vociferare dei compagni di viaggio, mi ricorderanno quanto è preziosa la vita e la fortuna di viverla! 

 Un anno fa tagliavo il traguardo e chiedevo ad Ania di diventare mia moglie, a distanza di un anno quest'oggi abbiamo inviato le partecipazioni: #correreelamiavita ed Ania dev'esserne parte integrante!

martedì 3 maggio 2016

"Il ragazzo che cavalcava il vento"

E poi Marco, un ragazzo conosciuto lungo il primo Passatore del 2014, da allora rimasti in contatto, mi regalava il libro di Leonardo Soresi, il primo italiano ad aver portato a termine la Western States Endurance Run, la 100 miglia più importante del mondo tra le montagne della Sierra Nevada, ed accende in me una carica, un'energia che non ha precedenti! A poco più di tre settimane dalla mia terza 100km lungo la faentina è la svolta, quello che mi serviva!

Dopo la 50 di Romagna chiusa con il PB di poco più di minuto, ho dovuto fare Mea culpa per i km in discesa a tutto gas che hanno lasciato il segno, costringendomi a 6 giorni di stop per evitare il peggio e che mi hanno costretto ad un bagno di umiltà per tornare in carreggiata.

Ho divorato questo libro, nel mio pellegrinare ogni giorno da Monterotondo a Garbatella per recarmi a lavoro.

Il libro è scorrevolissimo, e tratta degli indios Tarahumara e del rarahipa, rito iniziatorio in cui i partecipanti devono calciare una palla lungo le strette gole del Barranca, canyon fatto di impervi e riarsi tornanti, per poi continuare a calciare e correre ad inseguire la palla fintanto non cadono a terra tutti i concorrenti, tranne uno, che verrà proclamato vincitore.
Questa competizione sarà per Javier, il sedicenne protagonista, l'entrata nella vita adulta, che lo vedrà varcare il confine degli Stati Uniti da clandestino, per tentare di accendere i riflettori dell'opinione pubblica sulla dura realtà che viveva il suo popolo, nella sua terra, alle prese coi narcotrafficanti ed il sistema corrotto per far si che le cose non cambiassero!

Questo libro mi ha trasmesso talmente tanto, che mi sono commosso due volte ed ogni volta che rivivo alcune delle sue pagine, il cuore s'intenerisce e gli occhi mi diventano lucidi.

Ho vissuto da vicino quanto provato dal ragazzo, alcune sensazioni mi hanno rimandato alla Magia vissuta lungo la faentina per ben due volte, mi sono riconosciuto in molti dei ragionamenti e delle vicissitudini di Javier, seppur con le dovute differenze!

Suggerisco spassionatamente questa lettura, per chi come me fa della corsa uno stile di vita, il mezzo con il quale continuare ad sentire vicino chi non c'è più, il gesto più sano e naturale che il corpo umano possa compiere!

Immagino questo libro prodotto da una casa cinematografica, a mio avviso farebbe il record di incassi in tutto il mondo, talmente tratta di valori importanti, quali l'amore per la propria terra, gente, famiglia, donna e tutto col sottofondo del gesto atletico lungo luoghi incantevoli, a tu per tu col proprio io e natura!

Leggetelo non ve ne pentirete, parola d'er Moro ; )

lunedì 25 aprile 2016

Un weekend da ricordare coronato da un PB.. e che PB

Chi mi conosce sa quanto mi lega a Cesena ed alla Romagna tutta, da quattro anni a questa parte, ma questo weekend è stato semplicemente PERFETTO!
Quanto ha fatto la differenza rispetto ai miei 2 precedenti qui alla 50 di Romagna, è stata sicuramente la presenza di Ania, ed il meteo che minacciava fulmini e saette già da lunedì scorso ha deciso di lasciarci godere questo fine settimana tutto romagnolo, fatto di coccole ed amicizia in quel del B&B Bartolini (casa di Christian e Raffaella), ma anche di due bottiglie di Sangiovese e tanto mangiare, compreso il dolce homemade di delizioso Mascarpone con macedonia Se poi ci metti anche una sgambata con Christian per espellere alcool e tossine, beh tutto assume un contorno da favola 
Sì parte di buon'ora con Ania (poverina ) per raggiungere Castel Bolognese ed alle 7,30 mi parcheggiavo nei pressi della zona di gara!
Il cielo andava schiarendo, grazie anche ad un vento che all'inizio faceva stare un pò preoccupati  su quello che sarebbe stato e che invece lascerà spazio ad una giornata perfetta, non si poteva chiedere di meglio a mio avviso! Nelle precedenti edizioni il caldo era stato un fattore da non sottovalutare ed invece stavolta tutto era ok!
Ritiro il pettorale e me ne ritornavo alla macchina che incontro Filippo, sapevamo che ci saremmo incontrati ce l'eravamo detto, ma ne io ne lui avremmo immaginato di correre affiancati per quasi 26 kilometri, dopo che avevamo incontrato anche il caro Nonno Blade, con il quale condivideremo 15 km in totale tranquillità e chiacchiere soprattutto, ed intanto il tempo scorreva ed i km passavano!
Dopo la debacle in Connemara, una rivincita tutta personale chiamata Ultra Maratona mi vedeva protagonista e carico di motivazione per non sbagliare, le motivazioni erano tante tante stavolta e decidevo quindi di lasciarmi andare alle sensazioni del mio corpo, il quale nelle tante discese si lasciava andare alla grande, volenteroso di sfruttare lo sfruttabile!
Sapevo che la gara iniziava al 25°, e che solo allo scollinamento del 30° i nodi sarebbero venuti al pettine ma non ho mai titubato su quello che ero pronto a tirar fuori, dovevo, volevo dare tutto e solamente alla fine avrei alzato lo sguardo verso il time finale una volta arrivato in zona traguardo. Fino alla fine così è stato, seppure qualche sbirciata al Garmin negli ultimi 10 la davo per vedere quanto stavo pagando in termini di calo fisico e devo dire che gli ultimi 5 sono stati tutti tra 5'09 e 5'29, che rispetto agli ultimi 5 del 2015 sono peggiorati ma che comunque non sono riusciti ad evitare il nuovo PB di 4:25:37 (RT) e 4:26:14 (UT)!
Giustizia è stata fatta, ed ora iniziamo a pensare alla Faentina
NB:
una marcia in più come al solito sono state le motivazioni ed un pubblico tutto speciale ad osservarmi! #imieiangeliconme
Verso il 27° mi affianca un Runner e vedendo la maglietta ASG, mi fa 《Ma Simone Grassi era di Cesena?》 beh, potete immaginare quanto mi abbia inorgoglito tale domanda, ed arrivava in un momento difficile di gara, lungo i 5 km che ci avrebbero portato allo scollinamento prima degli ultimi 20, ed io come mio solito, l'ho visto come un aiuto che arrivava da lontano lontano, ma che ha dato i suoi frutti!
Altro grande aiuto è stato il correre affiancati con Filippo e Runner Blade per tutta la prima parte di gara, che ha sicuramente dato una grossa mano a far trascorrere quei km iniziali tutti da scoprire, grazie ragazzi, un piacere condividere la strada con voi!





50 di Romagna a confronto 
2016 - 2015

martedì 12 aprile 2016

A tu per tu con la bufera: ULTRA delusione

Sì lo so, mi ero ripromesso di non avere fretta stavolta, ed invece una volta partito ero endorfinico a tal punto da non accusare particolarmente freddo neppure in canottiera!
 

Sapevo tutto, sapevo cosa avrebbe significato correre nel Connemara, sapevo che se non me ne stavo tranquillo per almeno i primi 42, la terza mezza sarebbe diventata un calvario, Simone docet:
2 salite principali, all'inizio della mezza e dal miglio 22 al 24 .. cosi detta "hell of the west"
  se non risparmi un filo per quella, la fai sui moncherini delle ginocchia
  
max 7-8% ma basta per abbattere un mulo se è un po cotto!

Sapevo, sapevo e sapevo, ma pur sapendo ho avuto a che fare con un me mai visto prima, mai incontrato! Un me che dopo il primo km con Nuti e Ruy si
lasciava andare ad andature che mal si adattavano in quel contesto, senza una strategia, come un principiante!
Eppure la Strasimeno di un mese fa mi aveva insegnato tanto ed aveva dato i suoi frutti!
L'umiltà che doveva scendere su strada ha lasciato spazio a quel me che mal si era vestito per l'occasione e che voleva sbrigarsi a finire per evitare il congelamento!
6:07
5:51
5:40
5:43
5:49
5:30
5:18
5:20
5:19
5:39
..primi 10 a 5'38''
Al 10° mentre sorpassavo un Ultramarathoner mi sento dire, Italiano? Ed iniziavamo una chiacchierata di 5 km, in cui scopriamo e ci raccontiamo avere molti punti in comune, tante circostanze di vita, che vuoi per un motivo, vuoi per un altro ci stavano facendo incontrare lì, nel Connemara, a tu per tu coi nostri IO, coi nostri ANGELI. Abita lì ed è italiano anche lui, si chiama Marco ed alla domanda conosci Simone Grassi, mi sento fare 《Beh si, l'ha vinta》 allorché potete immaginare il fiume in piena di emozioni nel raccontargli 5 anni di Connemara, per lui, grazie a lui, con lui nel cuore!
Quel chiacchierare e dopo 10km hanno fatto sì di farmi sentire ancor più indistruttibile ed ormai correvo a sensazione, seppur senza strafare,  piuttosto che correre sulla difensiva!
5:18
5:18
5:23
5:21
5:33
5:31
5:26
5:39
5:28
5:22
..secondi 10 a 5'26''
5:20
5:10
5:14
5:13
5:08
4:59
5:10
5:10
5:09
5:10
..terza decade a 5'10''
Affianco due ultramaratoneti e nel sorpassarli gli faccio 《so far, so good》ed iniziano a ridere alla grande, ma in effetti stavo bene, infreddolito nemmeno tanto, stavo per entrare nella nuvola ed avevo ancora voglia e forza di combattere!
5:15
5:34
5:51
5:44
5:48
5:53
5:34
5:36
5:55
5:56
..ed il calvario bussava alla porta 5'43''


Mi stavo avvicinando al punto in cui c'è il PUB ed il rito/birra di Nuti, e la prima salita vera stava per arrivare e presto si sarebbe palesata con infamia su di un corpo che veniva da 42km corsi spossato dal vento ed infreddolito dalle vicine montagne innevate.
5:57
6:19
6:41
8:07
8:51
9:41
7:22
8:09
7:32
8:04
..il calvario aveva luogo 7'40''

Avevo iniziato ad alternare tratti al passo, avevo fame, avevo sete, avevo tutto!
8:44
8:32
10:29
Sì accosta un'ambulanza e mi chiede come va, ed io 《it's ok》
11:10
Riecco l'ambulanza e di nuovo 《it's ok》 ma niente era ok!!!
10:19
Ancora l'ambulanza e stavolta scendeva il dottore e mi fa 《Ok, stop, I'm a doctor and you have to listen..》 e mi "invitava" a salire!!!
Il corpo provato, la fine lontana ancora sette interminabili km, la consapevolezza/rammarico non mi hanno dato la forza di oppormi a tale "invito", e salivo sconfitto sul mezzo!

Erano passate 5:45 ore ed ancora mancavano 7 infiniti km!!! L'anno scorso altri 7 minuti ed avrei finito!

Dovevo essere FINISHER, avrei finito ULTRA-provato ma FINISHER

Col senno di poi è inutile argomentare quindi non lo farò, ma so quello che farò: cercherò di prendermi la rivincita il prossimo 25 aprile alla 50 di Romagna! Un trittico mi aspetta!!!

Alla sera si festeggiava, chi il PB, chi l'esordio e chi come me: per dimenticare!



Epilogo:

L'indomani la gara verrà celebrata la targa in onore di Simone, da parte di Cancer West per riconoscergli quanto di buono continua a fare con la sua iniziale raccolta fondi del 2012, e con le successive per conto di ASG! 5 anni che sicuramente saranno serviti per aiutare le famiglie alle prese col BASTARDO!

GO Simone GO

lunedì 4 aprile 2016

Ed il trittico iniziò..

Sincero, andato al Lamone convinto che sarebbe stato semplice limare un minuto e 30 rispetto al tempo dell'anno scorso, ed invece quando l'umiltà viene meno puntualmente arrivano risultati che lasciano pensare, ma speriamo che stavolta impari la lezione... mmmh che dite voi?!?
Migliorare il trittico del 2015 si fa impresa ardua più di quanto già lo fosse, e soprattutto pensare utopicamente di stare sotto le 19 ore... Cercherò ci fare del mio meglio sicuramente è speriamo la testa mi dia il giusto supporto!
Weekend romagnolo ricco di emozioni, ormai quando passo in Cesena mi sento come in una mia seconda casa! Un piacere immenso starmene a pranzo dalla Rina e Renato, genitori di Simone, assieme ad Ania, ed altrettanto piacevoli gli incontri con la famiglia Bartolini e Pedrini&Co, grazie della vostra ospitalità romagnola, siete fantastici!
Ma veniamo alla gara:
Vado a confrontare le due prestazioni,  2016 e 2015, osservando i tempi delle frazioni dei 3000 e dei 2000 di recupero affaticante.
Cosa spero di trovare? Nn lo so, forse il perché della debacle? Boh... vediamo!

mercoledì 30 marzo 2016

8x3000@2000aff. Al Lamone per riprovarci!

Leggo e rileggo la tabella che da 3 anni mi accompagna e che mi vede ripetere ogni fine maggio la 100km del Passatore.
Ogni anno faccio sempre più il vago con me stesso, ma già so che ho deciso un'altra volta di tentare lungo la faentina!
E allora? E allora decido di partecipare al mio secondo trittico, seppur ancora non sia iscritto né alla 50 di Romagna tanto meno al Passatore,  e quindi mi decido e do il via ad un aprile di fatiche, come l'anno scorso, come due anni fa, cercando di fare esperienza dei tanti km che vado correndo da giugno 2013
!
Iscritto alla 40^ edizione della Maratona del Lamone:
l'anno scorso trasformavo la maratona in un 8x3000 con recupero 2000 metri affaticanti, con l'intenzione di fare i 3000 a 5 ed i 2000 a 4 e 45. Tutto stava filando liscio ma dalla seconda frazione i tempi andavano diminuendo di troppo, anziché tornare a quanto prefissato, gasato dello stato di forma, mi lasciavo entusiasmare dai ritmi per "scoppiare" nell'ultima frazione, che significava correre in malo modo gli ultimi 7 km!
Chiudevo in 3:31:30, consapevole che se avessi fatto le cose fatte bene quel 1:30 era facilmente limabile! Ed allora? Allora ci riprovo, cercando di applicare lo stesso sistema ma in modo impeccabile e che sia quel che sia!!!
PS:
Se voglio scendere sotto le 19 ore nel trittico, devo iniziare a togliere minuti su ogni tappa, iniziando dal Lamone!
Fingers crossed

domenica 6 marzo 2016

Strasimeno 2016: Disamina di un Ultra PB

Al sabato, in Castiglione il cielo non prometteva nulla di buono e mi ero preparato al peggio, tant'è che con Miss Wolf mi permettevo un tagliere di salumi e formaggi accompagnati da un buon calice di vino rosso, dopo aver ritirato il pettorale e pensando alle tante ore di corsa sotto il diluvio che mi avrebbero aspettato l'indomani! Invece alla domenica un timido raggio di sole si faceva spazio tra le nuvole minacciose, come per dire "tranquilli Runners, provo a darvi una mano io per quanto possibile, ma nn sarà così per gli ultramaratoneti, troppo tempo, ed è domenica anche per me!"  Firmato il SOLE
Alle 9.15 puntuali si partiva. Non sapevo come e se impostare un ritmo o se lasciarmi guidare dalle sensazioni. Sapevo che nelle edizioni precedenti le andature finali dicevano 5'41'' nel 2014 e 6'01'' nella sofferta edizione del 2015, l'idea quindi era quella di non discostarmi troppo da questo Gap ma sempre e comunque ascoltando il mio corpo ed i segnali che mi avrebbe mandato!
Non avere fretta di finire, per almeno i primi 45 km è stato un pensiero costante, anche se con curiosità vedevo i passaggi ai traguardi intermedi, cercando di ricordare gli anni precedenti per avere un riscontro di come stessi andando e considerando le sensazioni percepite.
I primi km in totale relax, al quinto incontro la mitica Paola, ultramaratoneta di 67 anni, conosciuta nel corso di questi ultimi anni in occasione delle tante Maratone ed Ultra che ci hanno fatto incontrare. Lei era per la distanza della Maratona e decidevo di affiancarla così da continuare una fase di riscaldamento prolungata e farci una bella chiacchierata, durata fino all'11° quando l'unica salita impegnativa del percorso mi faceva optare per considerare concluso il mio warm up di qualità!
Stavo bene, benone, ed il meteo fino a quel momento era stato amico ed accompagnatore onesto; correvo come mio solito con il solo scalda collo ed i guanti, seppur un pò preoccupato da quelli che li a breve sarebbero diventati realtà: pioggia, vento, freddo e grandine! Durante i miei 58km ho vissuto in versione ridotta quanto l'ultra Connemarathon mi ha insegnato: resistere a cambi di stagione nell'arco di poche ore, e così è stato!
Al 21° passavo in 1:56:07 nel 2014, 1:59:20 del 2015 e 2:01:19 quest'anno.
Ai 42 passavo in 3:51:07 nel 2014, 4:10:53 nel 2015 e 3:56:25 domenica scorsa.
Considerando i tempi finali:
5:24:25 (56.650km), 6:04:21, 5:24:17
Sì evince subito che la chiave del successo è stata il saper aspettare e non aver fretta, se poi metti i pensieri che mi hanno coinvolto lungo il mio viaggio, le distrazioni di Paola e chiunque altro ha accompagnato per tratti più o meno lunghi il mio correre, si capisce che ieri si è trattato di un grande strategia! Aspettavo gli ultimi 10km per vedere se stavolta riuscivo a simulare nelle mie scarpette Simone, che a Verona nn era riuscito a dare sfogo al suo genio perché fino al 35° ero andato troppo forte, ieri invece avevo fatto le cose fatte bene ed al 45° è sceso in campo lui, sfruttando le energie fin lì ben dosate!
Ai 42 viaggiavo a 5.40/km di media, alla fine l'andatura sarà di 5.35/km, a testimonianza della svolta avuta negli ultimi 16. Un bel pò di sorpassi dopo la distanza della Maratona a differenza degli anni precedenti dove tratti al passo iniziavano ad essere frequenti e sempre più lunghi!
Nel km finale di salita gli ultimi 2 sorpassi e finivo cercando di emulare quanto Simone scriveva nel suo libro, capitolo Ultramaratona:
"Finisco spingendo, su per le salite di quel cucuzzolo che era all'orizzonte, mentre io ero in mezzo al mare. Corro attraverso il borgo, attraverso il calore umano della gente coinvolta in questa corsa , taglio il traguardo e applaudo a mia volta. Sono contento , pienamente contento, sono fortunato , allenato, sano, forte, ma soprattutto contento!"
#LoZenLaCorsaElarteDiVivereConIlCancro  di Simone Grassi